autore Fabio Di Noia
DOPO, cliccate quì per un trailer su Turi
A Turi, sulla facciata prospiciente del 1 piano dell’abitazione in via Magg. Orlandi angolo via Martinelli, vi è una lapide, dai caratteri sbiaditi e che porta in alto un medaglione di bronzo molto ossidato raffigurante un uomo altero incorniciato da foglie di alloro: quel volto appartiene a Guglielmo De Donato morto il 27 aprile 1898 all’età di 77 anni.
L’Amministrazione pose quella lapide, l’anno dopo la sua morte, per gratitudine ed ricordare ai posteri la sua azione di medico condotto. L’epigrafe fu dettata da suo nipote, prof. Pietro De Donato Giannini. Interessante la lettura del discorso che il prof. Pietro tenne e del quale si conserva traccia presso l’archivio del dott. Guglielmo Cisternino che risiede a Genova. Il discorso riporta un affresco della società turese di allora.
Guglielmo De Donato fu medico condotto dal 1862 fino alla morte.
Il Consiglio comunale di Turi anni prima ed esattamente il
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Elvira Pugliese espone, fino a questa sera, nella casa municipale di Turi, alcuni suoi lavori di ricamo, frutto di attività che non più trova oggi ragazze volenterose in grado di tramandarne l’abilità e la creatività. Quando le disponibilità economiche erano riservate a pochi, le giovani ragazze di 50 anni fa erano felici di essere preparate all’arte del cucito e del ricamo.

1980 - 1 Premio Tupperware

scuola di ricamo
Elvira, classe 1936, è figlia di Angelo e di Angelina Gismundi e sorella di Angelo noto come “little story” per aver gestito un negozio di abbigliamento e per la sua origine newyorkese, e Matteo, che vive a Lecce mar. dell’Esercito in Continue Reading »
pensione; Elvira, nel 1953,
Lui la seguiva…lei lo sapeva e ne era compiaciuta ma faceva finta di nulla.
Lui camminava a passo veloce , ma lei era più lesta; si dileguava dispettosa tra le calde vie di Bari, tra i colori intensi di quella città, tra le persone quanto mai animose e incazzuse di Bari.
Lui, nella corsa, si scontrava con qualche vaffa elargito generosamente ma non rispondeva; la voleva e lei lo sapeva ma continuava con il suo passo veloce.
Lui, ormai dopo qualche minuto, iniziava ad ansimare; probabilmente non era molto ben allenato, mentre lei
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pellegrino di S. Giacomo di Compostela; pavimento nella grotta di S Oronzo
il Centro Studi di Storia e Cultura di Turi
Martedì 24 agosto, ha ufficialmente inaugurata la nuova sede in Via G. Massari 21: padrino il Sindaco dott. Gigantelli, il quale nel suo discorso ha sollecitato l’attenzione dei presenti sul Carro trionfale, auspicando che il Centro Studi si faccia carico di presiedere un comitato ad hoc per il suo recupero e la conservazione della parte lignea e meccanica; il prof. Matteo Pugliese (presidente del Centro Studi) e il prof. Osvaldo Buonaccino D’Addiego sono intervenuti per sottolineare l’opera della Fondazione e le ultime sul culto di S Oronzo.
l’archeologo Donato Labate ha tenuto una conferenza su: “Storia, segni e simboli del pavimento della grotta di Sant’Oronzo a Turi; tributo di un devoto del ‘700 verso il santo patrono di Turi “
Il Labate ha presentato degli aggiornamenti agli studi, già pubblicati sul decennale dei quaderni, sul pregevole pavimento, messo in opera tra il 1727 ed il 1728 nella grotta di Sant’Oronzo, copatrono di Turi, in concomitanza della costruzione del santuario.
Il pavimento di Turi è stato attribuito, dall’archeologo - in mancanza di precisi riscontri documentali – al “Maestro della Grotta di Turi”che aveva
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Con la lettura della “Preghiera del Bersagliere” si è conclusa la SS. Messa celebrata domenica 22 agosto presso la Chiesa di S. Oronzo alla Grotta, con cui i bersaglieri della sezione di Turi hanno voluto onorare e ricordare la figura del capitano Alessandro Pedrizzi nel 100° anniversario della morte.
Una lapide posta all’ingresso del cimitero ne illustra, in brevi tratti, i momenti più importanti della vita. Nato a Rimini nel 1837, già all’età di 19 anni si arruola nella Marina e “navigando sui velieri per gli oceani” raggiunge il grado di capitano. Partecipando alle battaglie per le guerre di Indipendenza del 1859 – 1860 – 1861 – 1866, gli venne assegnata una compagnia di bersaglieri del 23° btg. “Vignola” e divenne capitano dei bersaglieri. Per questa sua valorosa e meritoria carriera militare si guadagnò due medaglie al valore.
Prende in moglie Adelaide Rossi da cui avrà due figli. Si trasferì sul finire dell’800 da Rimini a Milano ed in seguito a Turi.
In questi anni sono state fatte delle ricerche per conoscere e scoprire ulteriori notizie su questo nostro capitano e sul perché abbia concluso la sua vita nella casa di Via Stazione al n° 2. Forse la moglie era di origini turesi? Perché “amando l’arte e l’architettura”, ha partecipato alla costruzione della ferrovia e della stazione SUD-EST? Siamo ancora in attesa di
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Venerdì scorso, esco dalla Farmacia di Porta Nuova, quando vedo fermo sul marciapiede un mio “vecchio compagno” dei tempi passati: Modesto Borrelli (5 e 9). Basta una stretta di mano perché Modesto incomincia a parlare di sé; sono a Turi, tra l’altro – mi confida – per parlare con “qualcuno” della mia pubblicazione, ma – confessa – ho trovato poco ascolto; mi piacerebbe declamare le mie “poesie” in vernacolo, qui a Porta Nuova; ho con me una, propria adatta al luogo; parla di com’era 40 anni fa; ed io : fammela sentire, Mentre lui si prepare a declamare, io sono pronto col registratore per catturare la sua voce; a casa, l’ho sbobinato e trascritta per i miei lettori, che troveranno piacevole lettura, soprattutto se di Turi e ultracinquantenne.
Altre poesie sono state raccolte in un libro “diario di passioni sopite” che Modesto ha fatto pubblicare con questo commento:
“Affido all’attento lettore queste mie poesie, con la speranza, ma senza pretesa, che siano di suo gradimento, perché non vengono dalla sensibilità di un letterato, ma da una persona che per 45 anni ha vissuto prima da operaio edile ed in seguito da imprenditore artigiano, che ha avuto un padre padrone e che le uniche dolcezze ricevute sono state il diabete e questa vèrve” Modesto Borrelli
L’uarche de Porta Nova e via Sedile
Mancano 20 giorni alla Festa Grande e il vento di S Vito rinfresca l’aria.
Il carro trionfale di S. Oronzo, restaurato più di 10 anni fa, in parte danneggiato nella parte lignea per colpa del tempo e dell’incuria, aspetta ancora di essere sottoposto ad un maquillage .Chi si prenderà cura della manutenzione?
il Carro è la ”macchina” scelta per i solenni festeggiamenti del Santo Patrono, come vollero i nostri padri. La festa del 26 Agosto ricorda il giorno della morte del Santo.
La sicurezza del carro è stata ottimizzata lo scorso anno: i freni sono stati controllati e collaudati e si aspetta una prova generale per la tenuta del carro
Toccherà all’Ass. Mule del tiro del Carro di S Oronzo , presidente Andrea Saffi curatore dell’addobbo floreale della Chiesa Madre, trainare il carro trionfale.
L’Ass. musicale Maria SS Ausiliatrice,
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SABATO 31 LUGLIO ORE 20.30
piazza Gonnelli – TURI
dirige il maestro M. Cellaro
solista Fernando Redavid
NOTE biografiche
Disteso su di uno scoglio della costa polignanese, proverò a ritembrare il mio corpo, sottoponendolo a impacchi di sole.

A proposito di Polignano e cala S. Vito clicca quì
Se vuoi, sfoglia il calendario a sx, per articoli non ancora letti.

attrezzato e pronto per uso
tel. 333 6378432 – 0808915 765
Comune di Bari, Circoscrizione Carbonara-Ceglie-Loseto
2 spettacoli in dialetto barese:
- “Da Sope a la Meraggheje”, scherzo comico in 1 atto scritto diretto e interpretato da Luigi Angiuli nel ruolo di “Colino La Gaggiana”, con Monica Angiuli (La Popolana). Scena e costumi di Monica Angiuli, cantante Anna Lavopa.
- “La nonna incinta” di Dario Fò diretto e interpretato da Cristina Angiuli, con la collaborazione di Monica Angiuli.
Bari, Anfiteatro Chiesa di Santa Rita, Rione Santa Rita – Carbonara 2. Sabato 3 luglio 2010 ore: 20:30. Ingresso libero. Associazione Culturale Compagnia Teatrale “Il Vello d’Oro”. Organizzazione: mgsabato@gmail.com, info: 333.3512153.
Domani l’Italia si gioca la faccia .
Gli azzurri giungono al bivio: dopo i deludenti pareggi con Paraguay e Nuova Zelanda il team di Marcello Lippi affronteranno la Slovacchia nella terza e decisiva gara del GRUPPO F dei Mondiali 2010. Il 24 giugno a Johannesburg, (ore 16) dovremo vincere per sperare almeno nel secondo posto del girone.
Umberto Bossi ha dichiarato che l’Italia “comprerà la partita” ; se lo viene a a sapere, chissa
che faccia farà questa tifosa che ha dipinta di tricolore la sua.
per domani raccomandiamoci a S. Giovanni e … a Marcello. W l’Italia
Auguri a tutti i Giovanni
L’aveva notata già da diverso tempo ormai.
Lei arrivava sempre alla stessa ora, si sedeva allo stesso bar e sempre al solito tavolino di fronte al lungolago … beveva un caffè , fumava una sigaretta e poi andava via in tutta fretta senza scambiare mai una parola con alcuno.
Così, lui, decise di seguirla…; l’aveva già fatto altre volte ma non era mai riuscito a vederla bene in viso; lei era sempre di schiena, mentre fumava in silenzio e camminava a passo sostenuto.
Né mai lui avrebbe osato avvicinarsi a lei visto che era timidissimo ed impacciato oltremodo.
In un freddo mattino di dicembre, dunque, lui la seguì mentre lei ,quasi subito dopo, sparì tra un dedalo di stradine strette, per poi finire nel portone di una elegante palazzina, in stile liberty, posta nel centro storico della città..
Anche lui entrò ed iniziò a salire su per le scale dietro di lei…
La donna si fermò sentendo i passi di lui e si voltò a guardarlo.
Era bellissima! Lui rimase senza fiato; per giorni e giorni ancora aveva tentato di
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