Browsing the blog archivesfor the day sabato, Marzo 21st, 2009.


l’ultimo congresso di Alleanza nazionale per fondersi con il PdL

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Sede di AN a Turi    

             Alleanza nazionale  celebra oggi il Congresso col quale traghetta i suoi sostenitori e lo stato maggiore nel Popolo della Libertà in sposalizio con Forza Italia e, come in ogni matrimonio, porterà in dote un suo patrimonio; oltre gli immobili anche il linguaggio esplicito dell’atto fondativo di questa stagione politica prossima a diventare azione dopo il discorso del predellino; l’estemporanea pensata di Silvio Berlusconi del 22 novembre del 2007 dà avvio al Pdl e  quei segni saranno rivelatori del presente; da piazza San Babila a Milano, luogo simbolo della patria identitaria della destra, il Cavaliere, nel costringere  il ritroso Gianfranco Fini a capitolare verso più opportune nozze,  adotta un tipico stilema caro al sentimento dei militanti sambabilini: qualcosa a metà tra il situazionismo e il futurismo; con slancio marinettiano Berlusconi supera a destra lo stesso Fini e assorbe quegli umori dada e quelle monellerie goliardiche che, di fatto, lo fanno sentire padrone di casa perfino nel luogo più antitetico alla casa liberale.

 “Non è un congresso di chiusura – esordisce La Russa – e non a caso abbiamo scelto lo slogan: nasce il partito degli italiani. Quel partito a cui pensavano in anticipo già Almirante e Tatarella. Quella di oggi è una ripartenza”.

                 Sulla vetrina della sede di AN a Turi in via XX Settembre da tempo viene messo in mostra la stella di Davide, mentre in bacheca da tempo sono affissi articoli del futurista Marinetti.   Segni di lettura da cogliere e da approfondire per seguire le evoluzioni di movimenti di opinioni e di un partito.
Sarebbe auspicabile , senza enfasi e “demagogia di parte”, un momento di riflessione che faccia crescere tutti con criticità, per evitare una contrapposizione preconcetta .
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S. Giuseppe – fanova bagnata festa rinviata

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fanoveS Giuseppe con le fanove preannunzia la primavera, ma…una perturbazione fredda nord orientale ha portato  maltempo di stampo invernale lungo il versante Adriatico dalla Romagna alla Puglia, su buona parte del sud con nevicate fino a quote bassissime e diffuse gelate.

             A largo Pozzi già nei giorni precedenti  S. Giuseppe si raccoglie prodotti di risulta di potature o altro prodotto legnoso per la tradizionale fanova ; gli organizzatori allestiscono stands per l’accoglienza dei numerosi spettatori; quest’anno,  il pomeriggio della festa incomincia con una pioggia fitta e fredda con temperatura che scende la sera sotto i 4°.  l’equinozio di Marzo si presenta con pioggia moderata o forte,  venti  prevalentemente forti da Nord-Ovest e temperature comprese tra 4°C e 5°C  e zero termico a 700 metri.  

La fanova a Turi è una tradizione mantenuta viva dai ragazzi dei quartieri, che provvedevano a raccogliere, talvolta “rubando”, fascine, “stozzere” e quant’altro materiale combustibile; usavano la carrozze mezzo di trasporto fatta da loro con una tavola di 1/2 metro quadrato, do (2) strascèdde per i mozzi e 4 cuscinetti usati per le ruote; in mancanza, si  “strascinava”  le fascine con una corda o ferro filato. Era un gioco serio che impegnava la squadra con elementi che si dividevano i compiti: chi doveva raccogliere, chi doveva vigilare sulla fanova (per evitare che squadre di altre zone mettessero fuoco prima del tempo). La sera di S Giuseppe si faceva a gara a chi aveva preparato la fanova più grande e che durasse più a lungo; intorno a essa le famiglie si riunivano per riscaldarsi, per riscaldare pane o altro e si trascorreva la sera insieme confabulando e consumando la cena all’aperto; alla fine i carboni venivano portati in casa per riscaldare u iuse o u sottene.

Oggi mancano gli spazi liberi,  dove collocare il materiale da bruciare e i ragazzi hanno “perso”  l’identità di appartenenza ad un quartiere, uniformati ad un territorio molto più vasto, senza confini.

La fanove di largo Pozzi è stata rinviata di una settimana al 25 marzo.

Noi ci acconteremo di consumare le “zeppole”, dolce tipico di questo periodo, soprattutto fritte, di cui fornisco sotto la ricetta di Rosanna:

Ingredienti:

·         burro 50 g.

·         acqua 250 ml

·         farina 150 g

·         uova   fresche   4

Procedimento:

porre il burro e un pizzico di sale nel tegame con acqua e portarla ad ebollizione; versare tutta la farina e mescolare energicamente (per evitare grumi) fino a quando sotto il fondo del tegame  si forma una tunica appena dorata. Versare l’impasto in una coppa e farla intiepidire; aggiungere le uova ad una ad una e sbattere tutto energicamente; versare in una tasca per dolci e formare ciambelline su un quadrato di carta oleata; friggere in abbondante olio bollente. Raffreddate le ciambelline, decorarle con crema e amarena.

 

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