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Allarme !!! – Sciame d’api in paese

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sciamatura

                                          Stamane verso le 11, in via G. Elefante sul cornicione della casa del defunto dott. Pinuccio Dell’Aera, un grosso sciame d’api cerca una nuova sistemazione.  Al ronzio del loro volteggiare, alcuni passanti spaventati  si fermano prima di allontanarsi velocemente, altri incuriositi  si fanno domande, una telefona al cognato apicoltore, un metronotte accorso informa la centrale.  Dopo due ore circa, la colonia si è sistemata nell’incavo del cornicione ed ha smesso di volteggiare.


                           La sciamatura è un fenomeno naturale grazie al quale si perpetra il mantenimento della specie, è logico quindi, che tutte le famiglie  sono soggette a tale evento, che si manifesta, solitamente,  a cavallo della primavera, periodo in cui vi è il massimo raccolto (cosa che aiuterà sia il ceppo che lo sciame a riprendersi): la regina rallenta la deposizione, le celle di fuco sono pronte allo sfarfallamento,  la popolazione dell’alveare è numerosissima (60 / 80 mila api), vengono costruite innumerevoli celle reali .

Ci si trova davanti ad una vera e propria “febbre sciamatoria” che comportera’ , alla schiusa della prima cella reale la dipartita della vecchia regina assieme ad un cospicuo numero di operaie adulte (in prevalenza bottinatrici); questo gruppetto (si fa per dire : 10 /20 mila api) uscira’ in una bella giornata e nelle prime ore del mattino, si fermerà temporaneamente nei pressi dell’apiario, il piu’ delle volte su un ramo o tronco poco alto ;  il tempo di questa momentanea permanenza  e’  soggettivo e va da qualche ora ad anche un paio di giorni , in realta’ lo sciame attende solo che le proprie esploratrici tornino con le informazioni per una nuova definitiva dimora .
In questo lasso di tempo piu’ o meno lungo, l’apicoltore, puo’ intervenire  procedendo all’inarniamento con l’aiuto di portasciame, affumicatore, spazzola, e quant’altro possa essere di ausilio a tale operazione; la caratteristica che si notera’ subito, sara’ l’estrema docilita’ di tali api (cosa che rende tale lavoro anche piacevole, comunque le api sono rimpinzate  di nettare  e la loro arma: il pungiglione e quasi inoffensiva)

aggiornamento: dopo 24 ore circa lo sciame non c’è più. 

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