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per NON DIMENTICARE – Palmisano Giovanni

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monumento-cadutiin piazza A Moro, sulle facce del piedistallo che regge il soldato in bronzo sono incisi i nomi dei caduti turesi  nella guerra 1942-45 ; tra questi Palmisano Giovanni A.,  morto il 1942 e Palmisano Giovanni, morto il 1945. Cugini di mio padre offrirono la loro giovinezza ad un sogno di conquista che divorò milioni di giovani vite.

Il nostro dovere, al di là di considerazioni storico-politiche è conservare memoria di una tragedia che inizialmente fu vissuta come speranza di un mondo migliore.

Le guerre non sono mai giuste né prima né dopo; quando cessano, i sopravvissuti devono onorare i caduti, di entrambi gli schieramenti; i soldati combattono per una causa voluta dai supremi comandanti.

Siamo in Africa, all’inizio della ritirata da El Alamein del 4 nov 42; le forze italo-tedesche avevano deciso di organizzare una seconda linea di resistenza alle forze inglesi nei pressi di El Agheila vicino a Bengasi in Libia, ove già una volta si era esaurita la spinta offensiva nemica.

Truppe fresche e rifornimenti venivano richiesti dalla madre patria; da Napoli partirono piroscafi carichi di uomini e mezzi; la marina inglese e le forze dell’aria, di stanza a Malta, avevano il compito di interrompere tali rifornimenti e i porti di imbarco.

Palmisano Giovanni detto Giovannetto

Palmisano Giovanni detto Giovannetto

Palmisano Giovanni , turese detto Giovannetto,secondo di 5 figli di Francesco e Antonia Colamussi, classe 1921, è un militare di leva e s’imbarca volontario con il suo battaglione a Napoli , speranzoso di incontrare il fratello maggiore Giovanni (i nonni paterno e materno avevano lo stesso nome) carabiniere di stanza a Bengasi, che gli inviava foto cartolina ; Il fratello gli fece sapere che in Africa la guerra era un inferno e cercò di scoraggiarlo, ma lui non cambiò idea.

La notte del 15 dicembre 1942, vicino a Capo Bon (Tunisia), 3 siluri di un sommergibile inglese affondano il suo piroscafo; Giovannetto, colpito alle gambe, non ebbe la possibilità di resistere in acqua attaccato a spezzoni di nave; precipitò nelle acque fredde del Mediterraneo, prima dell’arrivo dei soccorritori.

L’altro Palmisano Giovanni ,  figlio primogenito di V. Giacomo e Palmisano Carmela, nato il 1924 fu arruolato il ’43 nell’Esercito e destinato in forza a Trento; dopo l’armistizio, fu fatto prigioniero dai tedeschi e portato in Germania per lavorare; di lui ora si sa che è deceduto a Braunschweig ( Bassa Sassonia) il 19 maggio 1945  – ATTUALMENTE SEPOLTO AD AMBURGO (GERMANIA) – CIMITERO MILITARE  ITALIANO D’ONORE – POSIZIONE TOMBALE: RIQUADRO 1 – FILA M – TOMBA 13.

A Braunschweig fu aperto una fabbrica di auto popolari da Albert Speer, ministro armamenti del Reich, utilizzando manodopera reclutata dai campi di concentramento; per questo fu condannato dal Tribunale di Norimberga per sfruttamento di manodopera in stato di schiavitù.

A Palmisano Giovanni fu intitolata una strada.

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poesia

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amore-e-edera

Avviluppati

come due amanti

incontrastati depositari  erano

dell’amore assoluto

finito ahimè  nell’infinito.

                                 

 di A. Berardi

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