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AFASIA: la rabbia di non poter comunicare

personaggi in

 Da alcuni anni si sta diffondendo l’uso dell’espressione “diversamente abile” per persone che per malattia o trauma hanno perso del tutto o in parte alcune abilità.

 L’avverbio “diversamente” pone l’enfasi sulla differenza qualitativa nell’uso delle abilità; viene utilizzato per specificare che attraverso modalità diverse si raggiungono gli stessi obiettivi. Vi sono delle situazioni di disabilità in cui questo uso può essere adeguato: ad esempio allievi non vedenti o ipovedenti possono raggiungere, lo stesso, adeguati risultati scolastici e sociali utilizzando le risorse visive residue; alcune persone, dopo un danno cerebrale, riprendono a camminare, ad usare la mano, ma conservano la perdita  di linguaggio (afasia): senza parola, con difficoltà di comunicare e socializzare.

Matteo è stato per molto tempo un afasico.

Matteo Genghi, turese doc, fu Vitantonio, falegname e priore di S. Domenico, è un giovanottone che incontro spesso al giornalaio o alla guida della sua golf; mi ha confidato, ultimamente, che parteciperà il 10 prossimo ad una rimpatriata con compagni di Scuola classe ’49 e dintorni.

matteo-e-la-sua-invenzione15 anni fa, Agosto ’94, sul periodico “il Paese”, con il titolo “Mannaggia”, Matteo fu oggetto di un articolo, che esaltava la sua forza di volontà nel superare la disgrazia che lo aveva colpito: una emorragia cerebrale gli aveva provocato una emiplegia destra, compromettendo anche il centro del linguaggio: “mannaggia” era l’unica parola che pronunciava per manifestare il suo stato d’animo; I medici di Pisa e Milano erano convinti che non avrebbe avuto un positivo recupero; la caparbietà, la tenacia e la voglia di vivere hanno, invece, aiutato Matteo non solo al recupero del movimento ma anche del linguaggio, grazie a logoterapia e logopedia presso il Maugeri di Veruno (Novara) e di Cassano M; lui, ora, riesce ad articolare correttamente parole,  è autosufficiente per sé, esegue le attività più comuni, si diletta nella pittura e restauro di mobili antichi, utilizza il computer, ama viaggiare in gruppi organizzati, di tanto in tanto prende la macchina e parte per Arona, città di S. Carlo Borromeo, per rivedere i suoi figli.

diploma-di-chevalierMi mostra, con fierezza, l’album dei suoi lavori e gli attestati e riconoscenze per aver partecipato alla Mostra degli inventori con un brevetto, guadagnando un diploma di Chevalier: per aiutare chi come lui non è in grado di allacciarsi le scarpe da solo, ha brevettato un congegno che permette al disabile di tenere fermo un laccio della scarpa  e poter usare una mano sola.

Il suo carattere molto rispettoso degli altri, nasconde un po’ di timidezza e di malinconia per non poter fare di più, pensando al suo laboratorio artigianale di ebanisteria nel quale progettava e produceva articoli in legno per la casa e l’arredamento; quello che lo cruccia un pò è di avere pochi amici con i quali condividere le sue emozioni; ma non dispera.

Il suo essere diversamente abile non è un modello da ricercare in una società distratta e competitiva. Le sue “abilità”, la sua intelligenza e sensibilità hanno bisogno di tempo per essere apprezzate, ma il tempo è sempre poco. Matteo è molto disponibile con quanti hanno bisogno dei suoi servigi, piccoli ma utili.

alghero2_bigNel 2008 ha partecipato come educatore in lavori di falegnameria, nell’ambito di un progetto organizzato presso la Scuola Elementare “ De Donato Giannini” di Turi; iscritto all’Associazione A.IT.A. (Ass. italiana Afasici), ha partecipato al congresso nazionale celebratosi ad Alghero il maggio scorso, durante il quale si è reso protagonista per la sua esperienza e per la sua invenzione brevettata.

 

 

 

 

 

Chi è colpito da afasia fatica a formulare in parole il proprio pensiero e a comprendere il significato delle parole dette o scritte da altri. L’afasia colpisce ogni anno circa 20.000 italiani.

L`afasia complica azioni prima ordinarie: fare una chiacchierata con un amico, scrivere una cartolina, leggere il giornale. Un disturbo che si manifesta con forme diverse di deprivazione, a seconda dell`entità del danno neurologico. “Tutte accomunate – puntualizza la presidente di Aita – dal non essere più in grado di utilizzare lo strumento-linguaggio come prima”. Sia nella codifica, verso l`esterno, sia nella decodifica dei segnali che giungono dall`esterno.

“Le manifestazioni sono diverse, a seconda delle competenze che vengono `toccate` dal danno”, spiega l`esperta. In alcuni ad essere colpita è la capacità di parlare, in altri è più compromessa la capacità di scrivere, in altri ancora è più danneggiata la comprensione delle parole udite o la comprensione delle parole lette.

La riabilitazione è faticosa, “un lavoro di carta e matita”, per questo la persona afasica ha bisogno del supporto di medici neuropsicologi e logopedisti. La lentezza è la chiave dell’afasico. Parlare piano ed in modo semplice è il modo per comunicare.

TUTTI hanno diritto di Manifestare

Liberamente il proprio peNsiero

Con la parola, lo SCRITTO

Ed ogni mezzo DI diffusione

(art. 21 della costituzione italiana)

 

  

 http://www.aphasiaforum.com/home.htm

http://www.aita-onlus.it/

http://www.afasia.net/index.html

 

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