MOSTRA FOTOGRAFICA ITINERANTE su AFGANISTAN

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ideata e organizzata dalla Cooperativa Edizionimedia, con il patrocinio del Comando Scuole A.M./3a R.A. della Regione Puglia, Assessorato al Mediterraneo; della Provincia di Bari, Assessorato al Turismo e Cultura; nonché con il patrocinio dei Comuni di Castellana Grotte, Conversano, Turi, Polignano a Mare, Alberobello, Monopoli, Modugno, Bitetto e dei rispettivi assessorati a Cultura e Turismo. Nonché con il contributo CRSEC/Biblioteca civica di Conversano “Maria Marangelli” e dell’iniziativa “Fuori Luogo” di Castellana Grotte.  

 

LE TAPPE DELLA MOSTRA  La mostra che mette in rassegna 50 gigantografie sarà itinerante e della durata di una settimana nei Comuni che avranno aderito all’iniziativa. Per l’esattezza durerà un anno, allo scopo di darne la giusta visibilità in Puglia e Basilicata. A Turi dal 23 al 30 Agosto presso la piazzetta SS Annunziata

IL SENSO DEL PROGETTO 

 – “E’ un  evento della durata di un anno – ha spiegato la giornalista Maria Sportelli, responsabile della comunicazione della Cooperativa Edizionimedia – per parlare, non solo dell’Afghanistan come terra impegnata nella propria ricostruzione, ma anche e soprattutto delle esperienze dei nostri militari italiani in quelle terre, alla luce anche degli ultimi accadimenti (la perdita del caporalmaggiore dei paracadutisti Alessandro Di Lisio) che solo per un puro caso sono coincisi con l’avvio del progetto. Così proprio attraverso significative fotografie che ci sono state messe a disposizione da militari in missione in Afghanistan, possiamo raccontare qual è l’Altra Faccia dell’Afghanistan, per non soffermarci solo su quello che ci viene raccontato dai telegiornali; per arrivare alla gente e illustrare quel mondo lontano dal punto di vista della sua ricostruzione e governabilità. Non a caso l’evento ha ottenuto anche  l’alto patrocinio del Comando Scuole A.M./ 3a R.A. La mostra di fatti è un racconto fotografico che raccoglie le esperienze dei militari pugliesi. Chiunque volesse apportare il proprio contributo, può contattarci scrivendo a edizionimedia@libero.it”.

 

L’ESPERIENZA DI CROCITTO“Un giorno, nell’occasione di un pranzo con rappresentati locali,  provai grande imbarazzo: non sapevo dove volgere lo sguardo poichè non è possibile guardare negli occhi una donna, della quale l’unica cosa visibile sono proprio gli occhi. Dunque dovevamo avere molta attenzione, tra l’altra nel corso del pranzo a mangiare furono solo gli uomini, alle donne andarono solo gli avanzi. La loro condizione è davvero difficile, pensate che dalle scarpe che indossano possiamo comprendere lo status sociale al quale appartengono.

In Afghanistan ci sono oltre 50 etnie, con oltre 30 lingue diverse. Principali gruppi etnici: Pashtun a Sud e Sud Est; Tagiki a Kabul, Herat e Panshir; Uzbeki, Kirghisi e Turkmeni a Nord; Hazara nelle Pianure Centrali; Nuristani nel Nord Est;Beluci nel Sud Ovest.  Con una popolazione circa 22 milioni di abitanti, è un popolo nomade in gran parte dedito all’agricoltura, all’allevamento, al commercio e all’artigianato; Strutturati in tribù, con forme di organizzazione sociale di tipo concentrico; Ogni tribù è guidata da un Khan, che emerge per capacità diprocurarsi e distribuire risorse, per competenze oratorie, saggezza e coraggio”.

 

UN PO’ DI STORIA DELL’AFGHANISTAN

1747  – Nascita convenzionale dell’Afghanistan fondato dai Pashtun; Ahmed Shah regna solo grazie all’assenso delle tribù, che riuscì ad unire mediante alleanze matrimoniali e politiche ad hoc; Conquista Kandahar ed il resto del territorio che oggi costituisce l’Afghanistan includendo l’India, il Belucistan, parte del Panjab ed il Kashmir;

1830 –  E’ oggetto di mira da parte della Russia Zarista e dell’Inghilterra, quale mezzo per difendere le proprie posizioni (Grande Gioco);

1839 e 1878  Guerre Anglo Afghane tese ad evitare l’avvicinamento russo;

1893  – Nascita della Durand Line confine a Sud Est con L’India britannica (dalle valli di Gilgit e Chitral al deserto beluci);

Fine secolo accordi anglo russi fissano la frontiera settentrionale e dividono le popolazioni uzbeke, turkmene e tagiche creando uno Stato multinazionale senza alcuna appartenenza;

Abdur Rahaman (emiro di ferro) consolida il controllo ed estende l’autorità centrale indebolendo la struttura tribale, creando nuovi confini amministrativi, disgregando le tribù ed istituendo a Kabul una Loya Jirga formata dal Khan e figure religiose.

1901-19 Habibullah   Inizio periodo delle Riforme – Modernizzazione culturale e sociale del paese-riformismo costituzionale ed islamico;

1919 -29 Amanullah – (Movimento Giovani Afghani) Indipendenza del paese e tentativo di sobillazione delle tribù pashtun poste a Sud della Durand Line contro il Raj britannico per ottenere uno sbocco al mare;

1923 Prima Costituzione – Uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge abolizione del velo e della reclusione femminile – istituzione dei tribunali per l’applicazione delle nuove leggi – nuove scuole – istruzione femminile – codice di famiglia – divieto dei matrimoni precoci- restrizioni alle spese matrimoniali e al prezzo della sposa-abolizione del prezzo del sangue-diritto delle donne di scegliere il proprio partner-divieto ai funzionari statali della poligamia.

Le Fasi Costituzionali – 1933 Zahir Shah succede a Nadir Shah ; Graduale fase di modernizzazione e apertura democratica; Nascita di Radio Kabul e Nuovi Quotidiani e Associazioni.

 1951-52 Termine Fase Apertura – Chiusura Giornali;  1963 Nuova Fase Costituzionale – Preminenza di Leggi emanate dal Parlamento rispetto alla Sharia anche se sottoposte ai principi dell’Islam, “religione dell’Afghanistan”.

PERCHE L’ITALIA E’ IN AFGANISTAN 

27 Novembre  2001 a Bonn  – Summit sotto egida dell’ ONU. Diverse fazioni afghane che avevano destituito i Talebani avanzano richiesta di assistenza per agevolare il raggiungimento di una stabilità politica del Paese.

L’ONU con la risoluzione n. 1386 del 20 Dicembre 2001 autorizzata il dispiegamento di una Forza multinazionale “ISAF”.  L’Italia aderisce con il compito di assistere le Autorità provvisorie afghane nel raggiungimento della stabilizzazione del Paese e nel creare i presupposti per una costituzione di un Governo di Riconciliazione multietnico, una ricostruzione attraverso opere, assistenza umanitaria e la governabilità.

La Strategia Nato per l’assistenza al Governo Afghano si sviluppa attraverso cinque fasi: 1^ Analisi e Preparazione – 2^ Estensione di ISAF in tutto il paese – 3^ Stabilizzazione – 4^ Passaggio delle responsabilità alle istituzioni afghane – 5^ Fine missione e rientro in Patria. Il Contingente Italiano opera nella Regione Ovest e comprende le Province di Herat – Farah – Ghor – Badghis

E’ un comando multinazionale ed interforze a guida italiana ed ha alle dipendenze: 4 Provincial Recostruction Teams (PRT) italiano – spagnolo – lituano danese – statunitense. I PRT sono organizzazioni congiunte civili-militari con compito di favorire

l’estensione dell’autorità delle varie istituzioni attraverso l’incremento della sicurezza ricostruzione e stabilità del paese

Assetti OMLT (Operational Mentoring Liason Teams) che supportano le FA Nazionali Afghane nel loro addestramento

Una FSB responsabile del supporto logistico dell’aeroporto di Herat. Un Battle Group a composizione multinazionale con compiti di Intervento Rapido (QRF) per il controllo e la sicurezza dell’area, mediante attività di pattuglia e difesa stanziale delle basi remote.

Assetti di Polizia Militare – Assetti per la Bonifica di ordigni esplosivi (EOD), ordigni improvvisati (IEDD). Assolvono il compito di prevenire, individuare e rimuovere ordigni e

Munizioni. Un Ospedale da campo e Team medici che forniscono assistenza al personale militare e alle popolazioni locali.

CONCLUSIONE

L’Afghanistan è afflitto da molte situazioni critiche che non potranno essere risolte se prima non si pone fine ad alcune problematiche : 1° Presenza di Opposing Militia Forces gruppi eterogenei di insurgents che tentano di reinserirsi nel tessuto sociale e determinati a creare uno stato a puro estremismo

islamico (Talebani, Capi tribù e Mullah religiosi che considerano le istituzioni corrotte); 2° Gli Illegal Armed Group Signori della Guerra che non riconoscono il diritto della legge e intendono screditare l’Autorità in tutte le sue forme ritenendole incapace di

mantenere l’ordine e la sicurezza;

3° La coltivazione del papavero che è uno dei maggiori fattori di instabilità in quanto ad esso sono legati interessi criminale dei narco trafficanti. 4° Società riluttante ed incapace di abbandonare la sua cultura tribale. Queste ed altre ancora ostacolano fortemente lo sviluppo e il consolidamento delle troppo giovani istituzioni.

E’ necessario che il popolo Afghano trovi le ragioni per le quali le Diversità che lo contraddistinguono possano convivere pacificamente.

 

 

 

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