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PERCOCO di Turi

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 “Percoco di Turi”: ecotipo da salvaguardare e valorizzare

percochi

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Per alcune specie frutticole presenti in Puglia è stata evidenziata una ricca biodiversità, la cui salvaguardia è di indubbia  importanza. Tra queste specie vi è il pesco, dove è stata riscontrata la presenza di ecotipi di elevato pregio che rischiano la scomparsa poiché sostituiti da varietà di recente acquisizione. In particolare, un ecotipo di percoca conosciuta come “Percoca di Turi”, presente

nell’areale barese, merita molta considerazione per le ottime caratteristiche qualitative dei frutti che, oltre al mercato del consumo fresco, potrebbero essere destinati all’industria di trasformazione ed ottima per la preparazione di frutta di quarta gamma.

Le osservazioni effettuate sulle caratteristiche bio-agronomiche e produttive effettuate su piante nella fase di piena maturità indicano un ecotipo caratterizzato da buona produttività e resistenza a diverse fisiopatie e per questo potrebbe essere inserito nella

filiera agro-alimentare del biologico. Riguardo alle problematiche del post-raccolta, il frutto presenta una buona adattabilità alla conservazione ed alle manipolazioni.

Girolamo Russo

Dipartimento di Scienze delle Produzioni Vegetali

Università degli Studi di Bari

La frutticoltura ed in particolare la cerasicoltura ha trovato nel sud-est barese una zona eletta per produzioni di qualità.  Oltre la ciliegia “Ferrovia”, è noto  anche il “Percoco di Turi” (guardaboschi), gustoso incrocio di varietà di pesche; è diventato un cultivar presente nei vivai e nei campi sperimentali; la sua commercializzazione resta purtroppo confinata ai mercati locali e ai margini delle strade dai produttori o venditori occasionali. Bisognerebbe puntare sempre più su una frutticoltura che valorizzi la qualità e la tipicità delle produzioni, condotta secondo sistemi colturali rispettosi dell’ambiente.

Nonostante gli sforzi compiuti in questi ultimi anni per il conseguimento di standard qualitativi ottimali nella produzione delle ciliegie e del percoco, risulta ancora un fattore limitante l’introduzione di nuove varietà che permettono di prolungare il calendario di maturazione delle varietà tradizionali.

A Turi la coltivazione del percoco sta rivivendo una fase di ripresa, ma la presenza sul mercato di percochi di altra provenienza rende il percoco di Turi ricercato solo da quanti ne  hanno apprezzato la bontà. Da noi, il percoco si consuma fresco a tutte le ore,  a tavola si accompagna con un buon primitivo (il 1922 di Giuliani ad es.) come sangria, oppure conservato in forma sciroppata per la stagione fredda.

 Tra diversi produttori, Petruzzi Nicola e Giovanni si sono affermati per la vendita di pesche e percochi. Situata a ridosso di Monteferraio, nei pressi della Masseria Serrone, l’azienda Petruzzi assicura coi suoi 6 ettari fertoirrigati una produzione di percochi di diverse varietà per tutti i mesi estivi, da giugno a Settembre. L’azienda, a gestione familiare, ogni giorno garantisce una vendita all’ingrosso e al dettaglio.

Oltrepasso un lungo viale, limitato da enormi “pentime”, ricavate da scassi effettuati, che offrono al visitatore un’idea di museo della pietra all’aperto; la signora Rosa mi riceve con cortesia, prima di chiamare Nicola che risponde ad alcune mie domande.

L’azienda commercializza le varietà Federica, Sfederica, Romea, la Babygold 5-6, percoco di Turi, babygold 7-8 -9 e il settembrino;  il percoco di Turi (detto guardaboschi), più piccolo nelle dimensioni, ha un gusto particolare e forte.

NOTIZIE: il 7 e 8 agosto , La Nuovo Pro loco e  il Comune di Turi a Castellana Grotte  saranno al ” il treno dei tipici” insieme ad altri 9 comuni  per presentare come prodotto tipico  il percoco; lo presenteranno sotto forma di sangria e di macedonia.

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SALSA

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passata20pomodoroLa Salsa, parola che richiama ritmi latino-americani ed evoca colori forti del clima tropicale, è da noi sinonimo di condimento, ricercato per colorare piatti di pasta col basilico fresco o con il ragù (tipico condimento domenicale con spezzatini di carne misti). E’ una specialità mediterranea.

Da Luglio fino a metà Agosto, da venditori ambulanti o direttamente da agricoltori di Mola e Polignano, vengono acquistati i sammarzano  per essere sterilizzati, dopo un lavaggio in acqua, in contenitori ( generalmente fusti riutilizzati).

macinapomodoriIl fuoco alimentato a legna o a gas , a secondo del luogo e della convenienza,  garantisce la cottura; dopo il raffreddamento i pomodori “lessati” vengono passati prima di riempire i contenitori di vetro; sistemati nei contenitori frammezzando con stracci e coperti da lastre di pietre, le bottiglie subiscono la sterilizzazione.sterilizzazione

Il lavoro coinvolge come in un rito tutta la famiglia, che si garantisce la qualità del prodotto. Il costo e l’impresa vale la spesa. Una tradizione questa che diventa appanaggio di pochi, in un’epoca dove il pomodoro in scatola o la passata costa “poco” e la mancanza di spazio e il fastidio scoraggiano molti.

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