La Chiesa di S. Domenico restituita al culto

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I lavori di restauro e consolidamento del ligneo altare maggiore, aggredito dal tarlo e patinato dal tempo,  sono stati possibili grazie ad un Comitato voluto dal Centro Studi di Turi nel lontano 2000 e diretto dalla dott.ssa Lucia Valentini.

La Sovrintendenza alle Belle Arti di Bari ha affidato alla sig.ra Maria Galante la guida del restauro; dopo una prolungata pausa, a giugno scorso il restauro ha ripreso vigore, riportando ad un meritato, seppur parziale, splendore la “macchina” scenografica dell’altare maggiore. Progettista e Direttore dei lavori è la dott.ssa Maria G. Di Capua.

congrega-addolorataDall’8 Settembre è iniziato, alle ore 19, un settenario a cura della Arciconfraternita di Maria S.S. Addolorata che organizza i solenni festeggiamenti con luminarie e bande musicali che si concluderanno con la processione dell’Addolorata il 15  e  con quella di S Rocco il 16.    

Suoneranno il Concerto bandistico SS Ausialitrice di Turi e il Gran Concerto b. di Giovinazzo, diretto dal Maestro prof.ssa Dominga DAMATO. Clicca quì per un momento musicale

A fine mese verranno ripresi i lavori per completare l’opera e la chiesa resterà chiusa ai fedeli.

Da un articolo del quaderno n. 1 “sulle tracce” pubblicato dal Centro Studi e firmato dall’arch. A. Rossi, si legge: 

La Chiesa consacrata al culto di S. Domenico fu aperta ai fedeli dal vescovo di Conversano Giuseppe Palermo con solenne rito il decimo giorno delle Calende di maggio dell’anno 1663,  che benedisse l’altare, incluse le reliquie di San Martino e concesso ai fedeli un anno di indulgenza e nel giorno anniversario della consacrazione, quaranta giorni di vera indulgenza nella forma consueta della Chiesa.

 Notar Santo Cavallo aveva voluto costruire la chiesa accanto alla scuola, di cui fu parte integrante. Essa ha la pianta con schema ad   aula, con arcate laterali che fungono da cappelle, in cui sugli altari in pietra finemente lavorata, invece delle attuali nicchie, erano disposti grandi quadri dai toni scuri circondati dall’ombra degli archi in contrasto con l’altare maggiore, illuminato dal fascio di luce naturale che lo invade da destra. L’altare, in legno intagliato e dorato, risplende sullo sfondo. La cona è  racchiusa fra pilastri con rilievi di figure dorate e colonne tortili su mensole.  Sovrasta il timpano  sul quale sono seduti a destra e sinistra due angeli reggenti una grande corona. Al centro in alto, il busto dorato dell’Eterno. La cona sui lati forma un insieme con due porte in legno dorato,che danno accesso al coro, sulle quali è seduto un angelo con cartiglio. Sullo sfondo vi è la pala che rappresenta San Domenico e San Francesco adoranti la Vergine in Gloria. Sull’altare maggiore a testimonianza dell’appartenenza all’Ordine degli Scolopi, vi sono due loro stemmi; altri due sono rappresentati sulle pilette dell’acqua Santa in preziosi marmi policromi intarsiati. Sotto la corona sono rappresentati gli elementi essenziali delle parole greche: “Maria Madre di Dio”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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