Musica ed organi barocchi a Turi

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Le Chiese di Turi, La Collegiata, S Domenico e S Giovanni sono dotate di cantorie con organi barocchi, costruiti all’incirca dalla seconda metà del secolo XVII e la metà del secolo successivo.

Quello della Collegiata e quella di S Domenico suonano ancora, mentre quello di S Giovanni è inutilizzabile.

Turi ha conosciuto un periodo fulgido per la musica nel XVI e XVII secolo dando natali a uomini illustri ed in modo particolare a Giovanni Maria Sabino (Turi, 30 giugno 1588 – Napoli, aprile 1649), che divenne maestro di Cappella di Santa Casa dell’Annunziata, dove svolgeva anche il ruolo di organista e insegnante. Antonio Valerio pubblicherà un lavoro di ricerca su G.M. Sabino.

Le nostre cantorie, tempo fa, erano affollate di giovani cantori che accompagnavano la musica sacra diffusa dai nostri organi; adesso, funzionano solo alcuni per cerimonie nuziali e cerimonie religiose nei dì di festa.

Ritornerò sull’argomento con testimonianze, informazioni più dettagliate sugli organi barocchi di Turi.

L’organo ha un ruolo di primo piano nella musica sacra e nella liturgia; la musica organistica è un significativo esempio di espressione della fede popolare; in essa la gente trova gioia, conforto, serenità, occasione per esprimere un rapporto corale, comunitario e più partecipato con il divino, quasi che il Cielo dovesse essere partecipe delle vicende terrene.

L’organo è uno strumento musicale ad aria. Si compone di: canne, somiere, consòlle e mantice.

Il suono viene emesso da un sistema di canne, metalliche, di grandezza, lunghezza e fattura variabile a seconda della nota e del timbro che la canna riproduce. Le canne sono l’elemento che produce il suono dell’organo. Di stagno (o misto al piombo), sono raggruppate in file ordinate sopra le tastiere, dietro la “facciata” o “prospetto”, che come un arazzo architettonico le divide in tre campi . (vdp:  nella chiesa Madre alcune canne sono state ” sostituite” con altre di minor pregio durante lavori di sistemazione dell’ elettroventilatore)

Ogni organo ha una propria estensione che dipende dalla varietà dei registri.

La consòlle è l’insieme dei manuali, dei pedali, delle staffe, dei comandi di registro, di unione e di cancellazione a disposizione sullo strumento. La pedaliera muove i tasti della prima ottava di sx della tastiera.

REGISTRI

Le diverse file di canne vengono selezionate attraverso i tiranti dei registri. Questi vengono impiegati dall’organista per variare il timbro dello strumento in parte secondo le indicazioni della partitura, molto spesso secondo le circostanze e la personale sensibilità. Il numero che viene indicato accanto al nome del registro indica la lunghezza in piedi del do più basso (un registro di 8 piedi (8′) suona all’ottava reale, uno di 16′ una sotto, uno di 4′ una sopra quella reale, uno di 2′ due sopra e così via), o meglio di una canna aperta che produca un suono corrispondente a tale nota. Spesso i registri fanno suonare contemporaneamente più canne di altezza diversa, combinate secondo la serie degli armonici naturali: questo permette di ottenere diversi timbri risultanti dalla combinazione di file (senza la necessità di costruire ulteriori file di canne).

Il somiere è un cassone rettangolare che occupa tutta l’estensione dell’organo e sul quale sono poste le canne. Costruito in tavole di legno, racchiude dentro di sé una cavità dove si raccoglie l’aria proveniente dai mantici e una serie di valvole, ciascuna in comunicazione con un tasto, cioè con una nota. Fra questa cavità, chiamata secreta, e le canne, si trova ancora una serie di liste di legno, scorrevoli e perfettamente combacianti, che chiudono o aprono i singoli ordini di canne, dal suono più grave al suono più acuto, che costituiscono singolarmente i registri, comandati da leve poste accanto alla tastiera.. Esistono diversi tipi di somieri (a tiro, a vento, a pistoni, pneumatici, ecc.) ma il modello di somiere dei nostri organi è il somiere a tiro. Il somiere a tiro con dei fori, con stecche che permettono l’inserimento di un registro. In questo tipo di somiere, più semplice da riparare, possono esserci piccole perdite tra un canale e l’altro che provocano suoni indesiderati (strasuoni).

I somieri a tiro possono essere elettroasserviti.

I mantici sono una parte fondamentale dell’organo; il loro compito è quello di mantenere a pressione costante l’aria all’interno dei somieri; hanno forme differenti: “a cuneo” e “a lanterna”, a seconda della modalità di apertura. I mantici a cuneo (come i nostri) si sollevano solo da un lato, proprio con la forma di un cuneo quando aperti. Il flusso costante d’aria era assicurato dall'”alzamantici”, una persona che grazie ad una discreta forza fisica risollevava i mantici che si sgonfiavano durante il suono dell’organo. Questo imponeva che un organista per suonare doveva avere anche un alzamantici. Il sollevamento dei mantici veniva effettuato tramite una leva. Con l’avvento dell’elettricità l’alzamantici è stato completamente sostituito da un elettroventilatore che immette aria nel mantice. Quando il mantice è completamente pieno, questa valvola risulta completamente chiusa e l’aria viene bloccata. Con l’abbassamento del mantice, ovvero quando l’organo suona, la valvola si apre il tanto necessario per equilibrare l’aria in uscita.

TRASMISSIONE

Dalla tastiera, con un sistema meccanico, i comandi di apertura pervengono ai “ventilabri”, ossia valvole poste all’interno del somiere, che permettono il passaggio dell’aria alle canne quando viene premuto un tasto. Quale canna, o quale gruppo di canne vengono attivate dipende anche dalle impostazioni dei registri.

STORIA DELL’ORGANO A CANNE

CURIOSITA’

L’ ORGANO PIU’ ANTICO DEL MONDO

Il più antico organo del mondo ancora utilizzabile è quello della chiesa di Notre-Dame de Valère a Sion (Svizzera).
Alcuni elementi dello strumento risalgono al 1400 circa (cassa e tre dei sette registri). L’ estensione originale era si’ – fa’. Matthias Carlen la estese nel 1718 (do1 – do5) e aggiunse una pedaliera. Le pitture delle ante sono opera di Peter Maggenberg, di Friburgo, e risalgono al 1434-37. Quest’organo “in nido di rondine” dà un esempio della cura che, nei secoli XIV e XV, si aveva per l’aspetto di un organo; è evidente che si è voluto evocare un altare. I merli che sovrastano le due torrette riprendono il tema della “fortezza di Sion”, presente su tutta la facciata occidentale della chiesa stessa.
Nella chiesa di S. Petronio, in Piazza Maggiore a Bologna, invece vi si trova l’organo più’ antico d’Italia, costruito da LORENZO DA PRATO, nel 1475 (!) ed e’ perfettamente funzionante, e non ha subito alcuna modifica da quando e’ stato costruito (eccezion fatta per l’applicazione di una elettroventola, LASCIANDOGLI comunque L’ORIGINALE IMPIANTO DI POMPAGGIO D’ARIA).
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