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S. Oronzo di Ottobre

notizie

con il 18 Ottobre si è chiusa quest’anno la serie delle manifestazioni delle “Vie Oronziane” con interventi di appassionati , cultori e con musica di Giovanni Maria Sabino, di cui don Vito Ingellis (vedi la pagina “Nova et Vetera”), il Paese e il maestro A. Valerio, che sta curando una raccolta di testi, notizie e quant’altro, si sono interessati. Più persone cercano, più si trova.

Perchè il 18 Ottobre? In tale data la congrega  di S Oronzo,fondata nel 1792 con Regio Assenzio, riproponeva in forma “riservata” una celebrazione, diciamo d’autunno, in onore di S Oronzo, portando il giorno prima al Cappellone prima il quadro effigie del Santo, poi la statua ed infine la testa in legno scolpita dall’artigiano contadino Giuseppe Palmisano. Canti, litanie e preghiere riempivano l’ambiente della Chiesa dedicata al Santo; il giorno 18  in processione si riportavano nella chiesa di S Giovanni, dove la Congrega aveva la sede.

Si riporta la Regola con Regio Assenso della Istituenda Congrega di S Oronzo 1792,  con atto notarile di Niccolò Giuseppe La Porta. Clicca quì

Un fatto luttuoso accadde nel lontano 1950 il giorno 18 di ottobre: Pasquale Lestingi con la sua famiglia ed un operaio della sua masseria di Vito La Porta si recava con la “sciarretta” a Turi per la festa di Ottobre ed ad un passaggio a livello incustodito fu investito dal treno che in quel momento era in transito; nessuno si salvò; unico superstite della famiglia  il figlio Vito che era rimasto a guardia della masseria . Il periodico il “Paese” a firma di V. Pascalicchio ne ha riportato particolari del racconto di Nicola Angelillo, allora garzone, che era con Vito alla masseria. clicca quì

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Lettera aperta alla cittadinanza

Posta

Ricevo una lettera da Michele Marzella, che ha guidato la Conturband per il centro storico e la Improbabilband in piazza Cap Colapietro

GENTILISSIMA REDAZIONE,

 con grande gioia nel cuore vi scrivo per ringraziare tutti i cittadini della bella Turi accorsi ad ascoltare il mio concerto in Piazza Capitano Colapietro durante la sagra dei trònere a Settembre.

Un abbraccio virtuale a tutti i cari sponsor capeggiati da colui che in primis ha creduto in me il presidente della Pro-Loco sig. Giuseppe Mezzapesa; e dopo questa meravigliosa avventura , la mia promessa e’ di impegnarmi nel futuro a continuare a produrre  creazioni artistiche che riescano a risvegliare la storica cultura del nostro bel paese, sperando sempre nella collaborazione delle tante associazioni locali e nell’Amministrazione comunale.

 

Come ben vien noto, sapete della mia dura battaglia per la rivalutazione del centro storico cominciando dalla pulizia della spazzatura , come piu’ volte ho citato durante il mio concerto, ebbene devo fare un particolare plauso all’amministrazione Gigantelli,la quale ha preso a cuore questa battaglia e che, nella persona dell’assessore Antonio Tateo, in collaborazione con l’attiva Ditta Catucci, molto ha fatto dalla sostituzione dei cassonetti con nuovi e profumati, all’illuminazione della stradina Arco Gil. Un grande esempio di politica verso il cittadino. Complimenti e Grazie!

Adesso , per citare una storica frase “fatta l’Italia bisogna fare gli Italiani”, l’appello e’ rivolto a quella gente che ancora con atteggiamento di sufficienza e di mancato rispetto,  continua a commettere scempio di immondizia fuori dai cassonetti, l’avviso per questa gente e’ che la macchina amministrativa-burocratica  e’ ormai in movimento, per cui ad ogni infrazione commessa ne seguirà una contravvenzione annessa, ci saranno da rispettare le nuove delibere comunale sulla raccolta differenziata e saranno presto videoregistrate le azioni di scempio.

 

-Caro concittadino cosa ci perdiamo ad essere piu’ puliti!, ne va della nostra salute e del nostro benessere coscienzioso.

 -Caro concittadino “il destino non e’ nella roulette ma nelle nostre mani!”rispettando l’ambiente rispetteremo noi stessi ed il prossimo.

 

Grazie a tutti di tutto.

 

Michele Jamil Marzella

 

 

 

Michele vive a Turi da un decennio ed abita in via S Pietro. Sull’uscio di casa una piastrella con la parola namestè.

Namastè è una parola sanscrita il cui significato letterale è “mi inchino a te”: è formata da namas, ossia “salutare, inchinarsi facendo una reverenza” e dalla parola ti, ossia “a te”!

Il saluto Namastè è legato ad un significato spirituale “il divino che è in me saluta il divino che è in te” ; unito al classico gesto delle mani giunte dinanzi al cuore (che sarebbe, poi, un mudra), mentre s’inchina il capo verso la persona a cui si dirige il saluto!

Michele tra giorni partirà in Africa per unirsi ad amici di una associazione di volontariato; impegno, solidarietà e ricchezza d’animo per ricevere sorrisi e gioia di vivere.

piace l’idea che in ogni persona, anche quella apparentemente più terribile e temibile, esista un ché di sacro che vada riconosciuto e rispettato!  Michele  lo usa quotidianamente, anche qui con tutti voi!

 

 da Turiweb  di Claudio Spada

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