Salvatore Gonnelli turese Vescovo di Venosa 1792

dal Web

Sul sito internet Ebay, dove si vende e si compra di tutto, ho trovato in vendita un documento interessante, un Manoscritto vescovile per dispensa matrimoniale con stemma e sigillo molto belli del  1799, a firma di  SALVATOR GONNELLI VESCOVO VENOSA , nato a Turi il 19 Nov 1737(8) eletto Vescovo il 18 Giu 1792, morì il 21 agosto 1801 in Venosa, dove fu tumulato nella Chiesa Cattedrale di S. Andrea.

Il Gonnelli aveva frequentato la regia Università di studi in Altamura, istituita su progetto di Marcello Cusani da Carlo III di Borbone; si insegnavano lingue dotte, Matematica, Fisica, Filosifia, lettere umane, eloquenza e teologia.

La diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa (in latino: Dioecesis Melphiensis-Rapollensis-Venusina) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell’arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo appartenente alla regione ecclesiasticaBasilicata La diocesi comprende le città di Melfi, Rapolla e Venosa. Il territorio è suddiviso in 32 parrocchie. La diocesi di Melfi è stata eretta nell’XI secolo[1] ad opera di papa Niccolò II che rese la diocesi di Melfi indipendente dalla Santa Sede. A Melfi si tennero cinque concili tra il 1059 e il 1101. Nel I concilio del 1059, papa Niccolò II riconobbe i possedimenti conquistati dai Normanni e nominò Roberto il Guiscardo duca di Puglia e Calabria, divenendo vassallo della Chiesa. Nel III concilio indetto da Urbano II nel 1089, oltre a questioni ecclesiastiche come il richiamo all’obbligo di celibato per il clero, venne bandita la Prima Crociata in Terra Santa. Fu presieduta da vari vescovi come Francesco Monaldeschi, Alessandro da Sant’Elpidio e Juan de Borja Llançol de Romaní. Nel 1528, Clemente VII unificò la diocesi di Melfi con quella di Rapolla e secoli dopo, il 30 settembre1986, si aggiunse anche quella di Venosa

 Questo manoscritto veniva emesso come dispensa per sancire  che non vi era alcun impedimento alla celebrazione del matrimonio.

Ecco il testo tradotto da don Pasquale Pirulli,  parroco in san Domenico a Rutigliano e docente di Cristologia all’istituto di Scienze religiose di Conversano-Monopoli, che ha pubblicato una ricerca su Flaviano protettore di Conversano e curato ultimamente la biografia di Giuseppe Di Donna» (edizioni «Vivere in»):

                                   SALVATORE   GONNELLI

            Dottore in “Utroque jure”(1) e per grazia di Dio e della Apostolica Sede Vescovo di Venosa        

A tutti e ai singoli che vedranno queste presenti nostre lettere testimoniali, e specialmente al Cardinale Arcivescovo di Napoli e anche ai vescovi di Caserta e di Literno insieme, facciamo noto e testimoniamo che i cittadini Canio Plescia e la vedova Angela Ruggiero, del paese di Mascheto di questa nostra diocesi di Venosa, sono congiunti da duplice secondo grado di affinità, cioè da parte di padre e di madre; Consapevoli di tale grado, tuttavia, vinti da insana libidine e guidati da cieco amore si sono conosciuti carnalmente tanto che la donna sopradetta è diventata pregnante (è rimasta incinta). Inoltre affinché la donna sopradetta non rimanesse diffamata (svergognata) e non sposata, e da tutto ciò possono verosimilmente sorgere gravi scandali nel paese e delitti tra i parenti, gli stessi chiesero di essere uniti in matrimonio;  e quantunque ci sia l’ostacolo del secondo grado di affinità sotto il duplice lato dichiarato, per il motivo sopra riferito, stimiamo che agli stessi sia necessaria la dispensa Apostolica, e che la stessa Dispensa sia da concedersi e da applicarsi nella forma dei poveri, proprio perché a noi consta pienamente da parte di testimoni degni di fede che entrambi sono poveri e miserevoli e che vivono soltanto del proprio lavoro e attività.

            In fede di tutto ciò.

Dato in Venosa dal Palazzo Episcopale in questo giorno 27 del mese di Aprile dell’anno 1799

                                               Il Cittadino Salvatore Vescovo di Venosa

                                                                       Emanuele Coscia      

 

 

 

Si noti lo stemma araldico della famiglia; corrisponde a quello posto sul portale della casa dei Gonnelli(a) in Turi prospiciente la piazza omonima, come in foto (clicca quì)

  • Nella Sagrestia della Chiesa Madre di Turi, una quadro ad olio richiama il Vescovo Salvatore Gonnelli.

 Storia della Famiglia Gonnelli di Turi

(1) diritto civile e canonico

significativo il fatto che il vescovo alla fine si firma “Il Cittadino Salvatore Vescovo di Venosa”, secondo i dettami della Repubblica Partenepea che, scimmiottando quella Francese, aveva abolito tutti i titoli per cui a cominciare dal re Luigi fino all’ultimo scaccino erano “il cittadino….”, cioè l’abolizione dei tre stati e di tutti i titoli nobiliari. ( D. Pasquale Pirulli)       

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