“La mente che mente” di Franca Berardi

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Aveva un viso delicato e gentile, quasi angelico ma l’animo era quello di un demone e fu così che un bel giorno anzi, per la precisione, un pomeriggio che il bel  tenebroso entrò nello studio e anche nella vita di quella donna.

Senza proferir parola alcuna, le infilò prontamente una mano sotto la camicetta e le tastò il seno; fu una carezza intensa ed inaspettata; ella rimase di stucco di fronte ad un atto così perentorio e veemente ed , intanto, pensò d’acchito e , come era ovvio che fosse, :” ora gli do una sberla …..brutto sfrontato”!.

 Ma se la mente viaggiava in quella direzione ben convinta di quel che pensava, il suo corpo le fece un bello scherzo.

Infatti ella si alzò di scatto e , senza sapere il perché, si avvinghiò a lui mentre il volpone assatanato continuava ad accarezzarla.

La donna chiese a se stessa, esterrefatta e sconvolta, quasi incredula:

“Ma cosa sto facendo?”…. E mentre lo ripeteva tra sè e sè, continuò a sedurlo e a farsi irretire, in un abbraccio sensuale e travolgente che pareva non avesse mai fine.

Entrambi lavoravano da molti anni insieme; lui , per il vero, era sempre stato gentile e disponibile con lei e, da sempre, si era sentito molto attratto  dalla sua fisicità senza, però, farlo mai trapelare; del resto aveva l’aspetto innocente di un  pretino quasi effeminato, con quella voce sottile , nasale,  inconfondibile…. sempre pronto e lesto a battutine ripetitive, fin troppo superficiali e stereotipate, ma aveva un bel sorriso accattivante e uno sguardo gradevole, quasi familiare.

Ella ,dunque, suo malgrado ,in preda, ormai, ai suoi istinti primordiali, si affidò tra le braccia di lui , alla stregua di una stupida liceale sprovveduta ed ingenua…..; lui, invero, non lo era ,anzi , sembrava molto più navigato nel tema dell’eros, sebbene non avesse le physique du role del macho.

Ma anche lei pareva essere ,esteriormente , quel che poi non era e , forse, lui aveva osato spingersi fino a tanto poiché credeva molto probabilmente che ella fosse una donna assatanata di sesso e spregiudicata fino all’inverosimile!

Così ,peraltro,  gli era sempre apparsa; non a caso ella aveva una bellezza prorompente ,  bruna , formosa, fin troppo appariscente e ,dunque, incarnava nell’immaginario maschile , l’oggetto del desiderio sebbene, il suo animo fosse paragonabile a quello di una giovane sprovveduta e poco adusa al vizio e ,quindi,  al sesso.

Ma la realtà, spesso, non è come crediamo che sia; quella donna in effetti era un grande bluff, una bufala…. altro che una bomba sexy.

Però lui voleva ardentemente che lei fosse quello che più aveva  desiderato….almeno così sperava anelandola fermamente.

Dopo un’exploit così eccessivo ed imbarazzante perpetrato, per l’appunto, in quel pomeriggio così strano, di pura e rara follia,  ella continuò a concedersi a lui.

Ebbene  sì , c’erano stati altri abbracci fugaci, nascosti agli occhi dei colleghi e che li facevano tremare e sobbalzare ad ogni piccolo rumore….e pur così eccitanti erano all’idea che qualcuno, li sorprendesse da un momento all’altro….

 Ella era , dunque, ebbra e felice mentre si godeva quei momenti fanciulleschi ormai irripetibili di vero peeting allo stato puro; ma quando lui si faceva più insistente e animoso,  lei lo respingeva timorosa ed imbarazzata come una fanciulla alle prime armi.

Si incontrarono per altro tempo ancora, ormai ubriachi, travolti da una passione improvvisa ed intensissima; si scambiavano continue effusioni approfittando dei brevi momenti di tranquillità, nelle pause del pranzo, quando c’era poca gente o nei corridoi più bui e, sempre, si giuravano che il giorno dopo sarebbe stato ancor più bello, intenso ed avvincente.

Lei si sentiva appagata da quei baci ardenti….ma, quando lui osava di più, lei lo allontanava quasi spaventata.

Però , “viso d’angelo”, man mano che passava il tempo,  non era più molto d’accordo e glielo faceva capire spingendo sull’acceleratore ed osando oltre il consentito sebbene sapesse che anche a lui piaceva continuare così.

Si vedevano nel suo studio e non erano mai esausti di coccolarsi senza giammai scivolare nel volgare o nel banale.

Più in là, però la mente giocò un altro tiro mancino alla donna che , dopo momenti indicibili di estasi, si sentì d’improvviso di nuovo in colpa ed inadeguata.

E , mentre accarezzava con passione il suo adorato, si domandava sempre più esterrefatta….. che ci faceva una donna in carriera chiusa in una stanza con un uomo a fare la sciocchina, a giocare con il fuoco?

Sapeva anche lei che la situazione iniziava ad essere scomoda seppur piacevole anche perché lui ora era sempre più insistente, più pressante ;  dunque decise che doveva darci un taglio al più presto e rimettere così a posto le sue idee alquanto confuse ed altalenanti.

 Ma non era ancora finita; iniziò a non dormire e tutto ciò continuò per notti e notti ancora , e così di giorno si sentiva ovviamente depressa, visibilmente spossata ed in preda alla costernazione.

Lui , ignaro di tutto ciò, o soverchiato dalla passione, l’aspettava fremente e, quando sul lavoro c’era qualche sosta, la spingeva dolcemente verso il suo studio; una volta chiusi dentro, si abbracciavano , si baciavano e sempre lui le chiedeva quando finalmente sarebbero arrivati al dunque.

“Basta fare i ragazzini!- insisteva – ora ,passiamo alle vie di fatto!”.

Ormai la sua voce si era fatta perentoria e decisa ed il suo sguardo più duro e severo.

E ,adesso, che faccio – pensava la maliarda molto approsimativa- non lo voleva perdere e neanche scontentare, ma l’idea di fare l’amore con lui la terrorizzava.

“Ma perché tutto ciò deve accadere proprio a me?” – continuava a ripetere a se stessa tra le lacrime in preda ad una autentica disperazione.

 Lui le piaceva da impazzire, ma proprio adesso che sarebbe stato ovvio continuare, lei si bloccò irrimediabilmente.

Come è buffa la mente, gioca scherzi terribili e tu non ci puoi fare niente se non subire il tuo più grande nemico: il Super Io.

Ora ogni certezza, al suo cospetto,  poteva esser messa in discussione o vacillare in qualsiasi momento.

E così, tanto per non farsi mancare nulla, si sentì all’improvviso sporca  , anche se ripeteva a se stessa che non aveva fatto sesso bensì solo qualche giochetto innocente, qualche bacio, qualche carezza; nulla di più.

Intanto lui si era incattivito oltre modo ed aveva deciso così di scendere in guerra contro di lei……

Non voleva più fare il romantico , era stanco ed esausto; lo aveva già fatto troppe volte ormai , senza risultato alcuno, e così le girava intorno incalzante ed irriguardoso senza capire cosa stesse accadendo in lei.

La donna, ormai, era come annientata, annichilita dalla mente che, a sua insaputa o per dispetto giocava proprio contro di lei a tal punto che la negletta non riusciva più a lasciarsi andare come prima.

Ecco che, ora,  ella temeva quel che più desiderava o forse desiderava quel che più temeva!

Sta di fatto che lui, non poteva capire; il suo cervello era fatto in modo diverso, la sua mente era determinata e coerente e così, imperterrito ed indomito, continuò a strusciarsi contro di lei talora con dolcezza oppure con la fermezza dello animale che sa quello che vuole: il suo pasto.

Anzi spesso usava andare oltre il consentito; fremeva , spingeva, osava toccarla nei punti più intimi per indurla alla resa e lo faceva provocatoriamente proprio quando notava che ella si mostrava più reticente e riottosa.

E così , mentre a lui spettava la parte più facile dell’uomo virile che non gioca più e parte, lancia in resta verso la vittoria, ella passava altre notti insonni tra sensi di colpa e desideri repressi.

Di certo in lei , il testosterone non la faceva da padrona.

Comunque sia  l’uomo, sempre più invadente,  pressante ed irriguardoso,  non accettava più l’idea  che la donna non fosse pronta, ovvero le scuse di lei e i suoi timori per lui non avevano fondamento alcuno; la poveretta più volte  lo scongiurava di credere nella sua buona fede, mentre lui la scherniva dandole della falsa santarellina che si divertiva alle sue spalle, che simulava e, quel che è peggio  faceva solo un gioco sporco.

E fu così che bellissima storia d’amore si stava sempre più trasformando in una guerra senza fine.

Lui , ormai, non le dava più tregua; anzi, più cattivo e provocatore che mai,  le proponeva appuntamenti in albergo che lei ripetutamente rifiutava e , questo suo atteggiamento confermava all’uomo la sua infamità….

Insomma il tormento non pareva avere più fine e così quei momenti meravigliosi ed indimenticabili avevano lasciato il posto alla disperazione di entrambi sia vittime che carnefici di uno stesso gioco inconfessato. Ma la seduzione è ben altra cosa e quello uomo non lo sapeva o forse esausto, non aveva più la voglia di aspettare.

E fu così che lui passò al contrattacco nella speranza che in lei qualcosa finalmente cambiasse o si smuovesse.

Scientemente egli non andò più a cercarla, come prima, non le rivolse la parola o lo faceva solo per una finta cortesia fredda e distante…..mentre ella  lo bramava fermamente anche se la sua mente continuava a remarle contro, rigida ed impietosa.

Lo cercò nel suo studio più volte,  incurante ormai degli sguardi indiscreti dei colleghi, accecata da una passione sempre più incalzante, ma lui  sistematicamente non si faceva trovare.

Lei però non demordeva ed in preda al panico e alla prostrazione aspettava che lui arrivasse per spiegargli ancora una volta che non era lei a voler ciò che le accadeva , ma era un qualcosa di indefinito che dentro di se le imponeva di fermarsi.

Ma lui, comunque sia, indifferente e spietato, beffardo ad oltranza continuò a negarsi per molto tempo ancora….salvo, poi, farsi vedere occasionalmente e mostrandosi ai suoi occhi, freddo e al contempo adirato; e non solo!

Andò oltre, spinto dalla voglia insana di vendetta; la sua mente, diabolica e distruttiva, riuscì addirittura a ribaltare la situazione.

Ora era lei che lo cercava avida di baci e rassicurazioni….. e quando, alfine, egli le concesse la sua presenza ,spietato ed indomito più che mai, le chiese cose improponibili che ella non avrebbe potuto fare in alcun modo.

Ai suoi ennesimi rifiuti ,lui allora, la prendeva con forza tra le sue braccia e la spingeva contro il muro , mentre il suo corpo simulava gesti palesi di amplessi fin troppo espliciti.

Pertanto non più baci, né carezze, né incontri amorosi, ma solo sesso egli richiedeva a viva voce.

Del resto cosa  si poteva pretendere da lui?.

Era un vanesio, non poteva accettare l’idea della sconfitta; sarebbe stata un duro colpo al suo inveterato ed impenitente narcisismo. Voleva conferme , ne era avido fino all’inverosimile ed anelava il piacere di piacere.

Ella  dovette demordere, anzi capitolare, consapevole che i bei tempi dell’amore erano finiti per lasciar posto a quello molesto, invadente e carnale.

Del resto lui  pareva ormai sempre più colto da improvvisa rabbia e furore che lo sovrastava al punto tale da impedirgli di comprendere; quasi ottuso pareva ai richiami disperati di lei e non contento, né pago, per infliggerle una punizione ancor più dolorosa, prese a corteggiare le altre colleghe e a denigrarla ai loro occhi.

La ridicolizzava con battute pesanti e quanto mai sgradevoli  e fece intendere cose non vere né mai lontanamente accadute tra loro al fine di confermare a chi lo ascoltava curioso, che egli era molestato continuamente da quella donna assatanata e priva di ogni dignità; e nel mentre lo raccontava ,godeva nel vederla subire in silenzio, del tutto rassegnata e piegata al suo volere, priva di ogni amor proprio, spinta a lesinare il suo amore.

Ella lo amava come solo una donna sa fare e lui di contro faceva il fetente così bene come solo un uomo sa fare…..

Al fine  era diventata per il volere di lui la barzelletta dell’ufficio, quella di cui tutti ormai parlavano in modo sarcastico ed ironico e ciò durò per troppo tempo al punto che alla fine fu costretta  a chiedere il trasferimento presso un altro ufficio molto distante dal suo.

E , mentre, lui la guardava andar via soddisfatto della sua diabolica opera di demolizione, sentiva dentro di sé che un po’ l’aveva amata e rimpiangeva, suo malgrado, i bei momenti vissuti con lei, tra tormenti ed estasi, tra baci e bugie innocenti.

Ora che lei non c’era più gli mancava la fanciullezza che con ella aveva ritrovato e non solo….ancora di più l’afflato dimenticato da troppo tempo, ormai.

E fu così che un bel giorno, d’improvviso , egli iniziò a non dormire , e ciò continuò per molto tempo ancora al punto che si presentava in ufficio con lo sguardo spento, stanco e non capiva il perché di tutto ciò….

In più si sentiva permeato da una tristezza anomala e a lui sconosciuta; d’impatto si avvertì come prostrato, sfinito, incapace di reagire a questo strano senso di sconforto.

Eppure egli era sempre stato un uomo lineare, determinato, razionale fino in fondo, scevro da ogni incertezza persino machiavellico ….; né mai aveva mostrato tentennamento o  cedimento alcuno.

Ma nelle segrete stanze della sua mente, ora, qualcosa sembrava non andare più per il verso giusto ; anzi addirittura remava contro di lui.

E mentre egli, nelle notti insonni che seguirono, cercava invano di comprendere il perché di questa strana sofferenza che trovava posto all’improvviso nel suo cuore avvertì sempre più in sé il desiderio imperante di rivederla e ,così, andò a trovarla nel suo nuovo luogo di lavoro.

Lei , a suo dispetto, sembrava rifiorita, ancor più bella, ma soprattutto serena, sicura di sé , libera da quel gioco perverso che lui ,per troppo tempo, le aveva imposto.

Nel mentre la spiava, egli rimase perplesso e stupito e , sebbene, continuasse ancora a detestarla, sentiva, che la voleva ancora ……ed ancora l’avrebbe cercata per ritrovare con lei il piacere dell’amore che si era perso a causa di stupide questioni di principio; o forse perché …..

la mente è subdola, insidiosa come una malattia , sottile e comunque inesorabile che colpisce quando meno uno se lo aspetta….o forse perché prima o poi, la mente…. mente!

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