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Una Pigotta per una vita nuova

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Si è svolta giovedì 17 dicembre, nella sala consigliare del Comune tappezzata di bambole, la conferenza stampa di presentazione all’evento che si terrà il 21 p.v. alle ore 17.00 presso il Centro Culturale Polivalente. Lunedì prossimo, infatti, ci sarà una grande festa in cui tutti i bambini nati nel 2009 (si prevede che fino a quella data i pigotte_1neonati saranno circa 85) verranno omaggiati con una Pigotta consegnata direttamente dai bimbi delle scuole  dell’infanzia.

 Con il progetto “Per ogni bambino nato un bambino salvato” il Comune di Turi ha dato un contributo all’UNICEF per sostenere l’opera umanitaria che prevede la fornitura di un kit salvavita per i bambini della Guinea Bissau. Il kit, contenente vaccini, dosi di vitamina A, kit ostetrico per un parto sicuro, antibiotici e una zanzariera anti malaria, servirà ad aiutarli nei primi cinque anni di vita.

Molti ne avranno già sentito parlare: nelle piazze italiane, spesso, per la raccolta di fondi mirati a questa straordinaria iniziativa, vengono vendute le Pigotte, bambole di stoffa, con un’offerta di almeno 20 €. Il Comune di Turi ha poi personalizzato il progetto chiedendo all’UNICEF, in cambio del contributo offerto, di fornire il materiale utile alla realizzazione di tante Pigotte quanti sono i bambini nati nel 2009.

La sig.ra

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La prigione sotto la neve: testimonianza

personaggi in

In un incontro occasionale e parlando del libro “ la prigione sotto la neve” di R. Valentini , Simeone Maggiolini, classe 1931, mi confida una sua testimonianza diretta avuta con l’uomo protagonista del racconto:

siamo intorno agli anni ’70; un giorno, un recluso uscito dal carcere libero dalla pena,  era andato a sedersi su di una panchina, vicino al Monumento dei Caduti ; io mi avvicinai a lui insieme a Vito Valentini (Vite menunne) padre di Raffaele, che si allontanò presto lasciandoci soli; ero molto curioso e incominciai a fargli domande, ad alcune delle quali rispose dicendo di essere di Savona, di aver conosciuto Sandro Pertini e non voler parlare dei familiari dei quali aveva cancellato memoria ed interesse; Il suo sguardo, intanto, volgeva a destra o a sinistra di me che ero a lui di fronte, ed lo accompagnava con segni di meraviglia e stupore: osservava una macchina e le biciclette che passavano; “non vedo traini”- disse.

Era di bassa statura, leggermente ricurvo; indossava una giacca scozzese sopra pantaloni grigio scuro e una maglia girogola; aveva con sé un fazzoletto annodato con le sue poche cose e non aveva idea dove andare e avrebbe dormito volentieri sotto le stelle ( per godere la libertà riconquistata). Lo convinsi a venire con me e lo condussi a Porta Nuova a piazza Cap Colapietro e si sedette sui gradini della casa di mio suocero (Leonardo Catucci) e stette a guardare le bancarelle che offrivano due commercianti di Conversano (Ciccillo Ramunni e Minguccio Lestingi). Avvisai mia suocera di aggiungere un posto in più a tavola e lo inviati a pranzare con noi; era molto schivo non voleva accettare ma, dopo insistenze si sedette a tavola; ero sempre impaziente di sapere qualcosa di lui; nel frattempo pensavo di farlo dormire la sera “iende o iuse di ze Minguccie”, ma lui reclinò l’offerta; mi rivolsi allora dal sindaco, Vito Donato Valentini, affinché mi aiutasse a trovare un alloggio per quell’uomo, un “ mio amico”; era molto istruito e mi affascinava il suo sorriso, i suoi modi e il suono della sua voce. Lui ammetteva il suo” sbaglio” ed aveva accettato di buon grado la condanna all’ergastolo ed ora era felice di vivere, dispostissimo anche dormire all’aperto senza un tetto sulla testa. A pranzo assaggiò le fave bianche con le cicorielle, ma non bevve vino.  Il Sindaco, erano circa le due di pomeriggio, mi invitò a rivolgermi dalle suore che gestivano l’ospizio di S Giovanni, dov’era il vecchio ospedale e la Superiora trovò un posto letto; d’allora fu ospite della struttura. Spesso, lo incontravo seduto sui gradini di mio suocero e io continuavo a fargli domande; mi affascinava sempre la sua persona; mi confidava delle sue sofferte esperienze e mi parlava del “capriccio” ma non mi rivelava mai il delitto per cui era stato condannato e non parlava mai della vita trascorso in carcere per trent’anni; per lui la famiglia non esisteva; “ sono amico di Pertini” – mi ripeteva –“ mi ha scritto una lettera quando ero recluso, eccola” .

Soffriva di bronchite; quando morì, nel 1975, fu sepolto nella Terra Santa del nostro cimitero.

Il libro è nella lista dei romanzi selezionati per la XII Edizione del Premio Città di Cuneo 2010. Il Premio Città di Cuneo per il Primo Romanzo ha come finalità quella di far conoscere ai lettori gli scrittori che esordiscono nella narrativa in lingua italiana, quale che sia la provenienza dello scrittore.

Consiglio vivamente a tutti di leggere “La prigione sotto la neve”. Magari

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Cultura ed Integrazione

eventi, notizie

Si è svolto giovedì sera, negli splendidi locali del ex forno comunale, davanti ad un folto pubblico interessato, nel quale c’era anche una grossa rappresentanza della popolazione straniera turese, l’incontro “Cultura della Cittadinanza”, organizzato dall’Associazione UN.IT.I (Unione Italiana Immigrati) unitamente al consigliere comunale Natalino Ventrella.

Quest’ultimo ha fatto da relatore della serata dando spazio a tanti illustri ospiti: il sindaco Gigantelli, il consigliere regionale Sergio Povia, l’assessore provinciale ai servizi sociali Pino Quarto, la rappresentante dell’associazione Glocal – Turi, Maria Pia Lenato e il segretario regionale della UIL, Aldo Pugliese. Presente anche Angelo Cirone, rappresentante del consolato della Georgia.

incontro_ventrella_home_1È stata ricordata l’importanza degli immigrati, abbastanza integrati nella società turese, ma ancora non troppo nel circondario. La loro presenza non può che essere un arricchimento alla nostra società.

Il dott. Gigantelli ha ricordato come Turi abbia trasformato la tradizionale festa dell’emigrante, ricadente il giorno 23 agosto, nella festa degli emigrati che si trovano fuori dalla loro patria.

È emerso dal forum che a Turi vivono 27 nazionalità di genti diverse. 27 come i Paesi della Comunità Europea. Una bella coincidenza. “Turi rappresenta in un certo qual modo l’Europa”. Inoltre Turi ha circa 2mila persone che vivono all’estero. “Non poteva esserci paese migliore per organizzare questo evento”

                                                                                                                                         postato da turiweb.it

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Premio Turi 2009 – XVI edizione: prof. Luisi Francesco

notizie, Posta

 

La Commissione del Premio Turi,  composta da:

 

·         dott. Vincenzo Gigantelli     – Sindaco del Comune di Turi;

·         prof. Matteo Pugliese          – Pres. Centro Studi Storia e Cultura di Turi;

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Uno degli ultimi combattenti: Modesto Susca

1 pagina, personaggi in

Davanti alla sezione combattenti di via XX Settembre, incontro Susca Modesto (u margialiste), di Nicola e Domenica Bellantuomo, classe 1920, che chiacchera con Donato Di Fino (la quaggiarèdde).

Mi chiede di una foto che gli scattai tempo fa in villa un foto che lo ritrae con Peppine “ jalma longhe” e Alberto Lenato e mi fa vedere una foto del 1989 (sopra): è il 4 novembre; sono i reduci ex combattenti davanti al Milite Ignoto a Turi in piazza A. Moro; la maggior parte degli uomini ritratti sono ora “assenti”. Io invito Modesto a casa mia per la foto e per farmi raccontare i suoi ricordi del periodo militare:

nel 1940 partii per la leva; dal Distretto mi destinarono a Carbonara per far la guardia ai prigionieri inglesi. Poi fu mandato a Nettuno, per il corso di addestramento per la contraerea; lì  conobbi Mussolini, Badoglio e il Re; dopo 40 giorni, la prova di fuoco del 187 Fanteria contraerea; fui destinato a Genova al Forte della Crocetta,

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