Il segreto del gelso bianco – di A. e F. Caprio

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“Il segreto del gelso bianco”, la prima fatica letteraria dei fratelli Antonella e Franco Caprio, è stata presentata la prima volta, il 28 febbraio, a Mola di Bari presso il Castello Angioino, a cura del Presidio del Libro di Mola di Bari.

L’albero del gelso è un albero carico di dolci e amari ricordi, in una campagna che richiama fortemente quella turese, e al quale una bambina confida il suo segreto, mentre intere generazioni trascorrono le loro esistenze alla sua ombra.

Antonella e Franco Caprio hanno voluto trasfondere, con una prosa lirica e delicata, in una saga famigliare, i  ricordi, gli aneddoti vissuti o ascoltati e annotati dalla loro madre in un diario; una promessa divenuta un prezioso lavoro letterario.

Con un canovaccio strutturato in tre orditi letterari, si sviluppa la storia di tre generazioni di una famiglia, a partire dai primi anni del ‘900 fino ai giorni d’oggi,  in un contesto storico dove la narrazione orale è la musa ispiratrice.

Il segreto del gelso bianco, romanzo scritto a quattro mani, è soprattutto la storia di una donna, Marianna, della sua famiglia e di un piccolo paese legato alla sua realtà rurale. Una narrazione epica che colora gli affanni quotidiani, i sentimenti e gli amori, le gioie e le sofferenze, con un pizzico di magia ed  ironia.

Antonella Caprio vive dal 1964 a Torino dove  insegna,  ha collaborato con alcune case editrici per progetti didattici.

Franco Caprio, nato a Torino nel 1961, vive a Conversano (Ba),  medico impegnato, ha pubblicato vari articoli per riviste scientifiche.

Giudizi espressi

Questo romanzo nasce senza alcun dubbio dalla vita ed ha una forza, una lucidità ed un calore umano che non potranno non emozionarvi. Descrizioni efficaci e ritmo incalzante nella Puglia rurale e paesana, e in sottofondo un’America padrona e ladra di sentimenti ma anche terra generosa.

Coinvolgente, lo scritto, a tratti crudele, come la realtà sa essere. La forza del libro sono il ricordo, l’immaginazione, la storia.

Gli autori hanno avuto l’intuizione di presentare la storia come un racconto del passato, ponendo l’accento sulla descrizione volta a far rivivere il tempo che fu, per continuarne l’identità. Il romanzo è inoltre un atto d’amore degli autori verso la terra d’origine.

Leggere queste pagine è come ritrovarsi a cavallo tra diverse generazioni. E un invito alle nuove perché si facciano carico di conservare le tracce dei ricordi familiari. È, questo romanzo, un ritorno al passato per andare incontro al futuro.

La via è stata tracciata. Buona lettura.

(Alina Laruccia – libraia e presidente del presidio del libro di Turi – BA)

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Libro molto gradevole, coinvolgente e rilassante. Un appuntamento serale che ho avuto ogni sera per un po’ di tempo e che ho atteso con ansia. È una bella “finestra” sul nostro mondo, sulla nostra realtà contadina che è la realtà di TUTTI NOI. Bello anche l’inserimento dei vocaboli dialettali che ci riportano “nostalgicamente” indietro. Libro simpatico, non c’è che dire… Mi è piaciuto, molto! Grazie! Sarebbe da diffondere.

Bravi ai due autori.

(Felicita Iacobone – docente di lettere  e componente del presidio del libro di Conversano – BA)

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È un libro avvincente che dà molte emozioni.  Pare scritto da uno scrittore navigato, che sa esprimere concetti, sensazioni, avvenimenti in modo molto efficace, poetico anche nei punti più duri e crudi.

È lo spaccato di un paese del sud che può destare indubbiamente l’interesse di un lettore esigente indipendentemente dall’origine geografica dello stesso. Il paese, nel tempo, si evolve, cambia nella sua apparenza restando fondamentalmente avviluppato nella sua  essenza “ancestrale”.

I personaggi sono vivi, reali, amano, odiano, “esistono”; l’intrecciarsi di eventi anche “forti”, le incursioni dal passato remoto al prossimo fatte ad hoc, con maestria e sempre lasciando il lettore in attesa del “poi”…questi e altri elementi (non ultima la forma “pulita”, senza retorica, arricchita dal dialetto) non possono che essere profondamente gustati e portare (a me è successo) dalle lacrime più calde  alla risata “crassa e supina”.

(Tiziana Benedetti – insegnante – Torino)

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Ho letto il romanzo di Antonella e Franco e mi sono veramente emozionato. Essendo uno che ha vissuto in “Merignano” in quel periodo posso dire che i personaggi descritti nel romanzo e che io ho conosciuto tanti anni fa e che avevo quasi dimenticato, hanno ripreso vita e li ho rivisti così com’erano, tanto è vera e viva la loro descrizione. Il romanzo non e mai noioso e una volta letta la prima pagina resti coinvolto e desideroso di leggere le seguenti. Il linguaggio è semplice, qualche volta molto crudo, ed è data molta attenzione ai dettagli. Per me leggere questo romanzo e stato un bel tuffo nel passato.

(Antonio G. – dirigente d’azienda – Montreal (CANADA)

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