
pellegrino di S. Giacomo di Compostela; pavimento nella grotta di S Oronzo
il Centro Studi di Storia e Cultura di Turi
Martedì 24 agosto, ha ufficialmente inaugurata la nuova sede in Via G. Massari 21: padrino il Sindaco dott. Gigantelli, il quale nel suo discorso ha sollecitato l’attenzione dei presenti sul Carro trionfale, auspicando che il Centro Studi si faccia carico di presiedere un comitato ad hoc per il suo recupero e la conservazione della parte lignea e meccanica; il prof. Matteo Pugliese (presidente del Centro Studi) e il prof. Osvaldo Buonaccino D’Addiego sono intervenuti per sottolineare l’opera della Fondazione e le ultime sul culto di S Oronzo.
l’archeologo Donato Labate ha tenuto una conferenza su: “Storia, segni e simboli del pavimento della grotta di Sant’Oronzo a Turi; tributo di un devoto del ’700 verso il santo patrono di Turi “
Il Labate ha presentato degli aggiornamenti agli studi, già pubblicati sul decennale dei quaderni, sul pregevole pavimento, messo in opera tra il 1727 ed il 1728 nella grotta di Sant’Oronzo, copatrono di Turi, in concomitanza della costruzione del santuario.
Il pavimento di Turi è stato attribuito, dall’archeologo - in mancanza di precisi riscontri documentali – al “Maestro della Grotta di Turi”che aveva bottega in Laterza, centro produttivo di ceramica fiorente tra il ‘600 ed la fine del ‘700.
Il linguaggio simbolico dell’apparto iconografico presente sulle mattonelle di Turi è di tipo profano; marginale appare la simbologia cristiana contenuta nella rappresentazione di alcune chiese con campanili che si slanciano nella serie delle mattonelle con paesaggi, o delle due imbarcazioni con alberi sormontati da croci o ancora alla figura di un pellegrino per Santiago di Compostele (vedi foto).
Il pavimento, costituito da 238 mattonelle e incorniciato da pietra calcarea, presenta un fantasioso e variegato repertorio ornamentale con decorazioni policrome a foggia di rosone, di festoni e di immagini figurate.
Due mattonelle , posta davanti all’altare, sono consunte dall’uso forse per lo stazionare del celebrante e del chierico; il committente, una persona facoltosa, si è prodigato per manifestare la sua devozione a S Oronzo ornando il nuovo altare nella grotta con un “tappeto” maiolicato, in un periodo in cui il culto del Santo era molto sentito.
Le figure delle mattonelle del pavimento, un unicum del genere e ben conservato, inneggiano al Creato nelle sue varie rappresentazioni, alla gioia e alla pace familiare.
