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Patrizio Massaro artista

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di Giovanni Lerede

Il 31 gennaio 1994 moriva all’età di 49 anni, Patrizio Massaro. Artista e docente dall’animo tormentato e sensibile, era nato a Turi nel 1945; studiò presso l’Istituto d’Arte di Bari, poi l’Accademia di Belle Arti di Firenze con Primo Conti e l’Accademia milanese di Brera con Domenico Cantatore; insegnò presso l’Istituto d’Arte di Firenze.

Il 14 gennaio del 1995, il Circolo Unione, l’Amministrazione comunale e la Pro Loco gli conferirono, alla memoria, il ‘Premio Turi’. Un’occasione, quest’ultima, celebrata con l’impegno solenne di dare all’estro creativo del concittadino Massaro, con altre iniziative, il giusto riconoscimento, qui nella sua Turi. Poi invece l’oblio.

Artista introverso, difficile, sempre in lotta con un mondo dove

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P. De Donato Giannini – uomo del Risorgimento

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In una delle ricerche in giro per l’Italia e l’estero, tra mercatini dell’usato e archivi di biblioteche, il carabiniere Stefano De Carolis ha trovato un libricino della tipografia Leone di Foggia datato 1901, che riporta le parole lette il 6 agosto 1900 per invito della Rappresentanza cittadina di TURI di Bari dal prof. Piero De Donato Giannini in morte del Re Umberto I, ucciso il 29 luglio 1900 dall’anarchico Gaetano Bresci.

Il momento storico in cui ciò avviene, a circa 30 anni dall’annessione della Lombardia al Regno d’Italia, vive una situazione economica gravissima. In questi anni l’emigrazione diventa massiccia e molti turesi come molti milanesi vedono nell’America e nel nord Europa la speranza di una vita migliore. Primo Ministro  è Luigi F. Menabrea, ingegnere e  uno dei più grandi scienziati italiani dell’Ottocento .

A Milano, a seguito dell’aumento del costo della farina e del pane

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al turese Vito Minoia il PREMIO GRAMSCI 2011

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Giunto alla sua XII Edizione, il Premio Gramsci, promosso dalla “Associazione casa natale” con cadenza biennale ha ospitato i suoi vincitori ad Ales (Oristano).

La Giuria composta da Vindice Ribichesu (presidente), Maria Paola Masala, Maria Letizia Pruna, Giulio Angioni, Gavino Angius e Salvatore Zucca ha assegnato a Vito Minoia, turese impiantato da tempo ad Urbino, il primo premio della sezione letteratura in lingua italiana con il testo teatrale “Lettere dal carcere”, frutto di una drammaturgia collettiva sull’opera dell’intellettuale sardo prodotta e messa in scena dal 13 al 18 maggio 2010 dalla Compagnia Lo Spacco, composta da attrici e attori reclusi nella Casa Circondariale di Pesaro.

“ Un testo vitale ed organico che suggerisce, di fatto, all’associazione, la possibilità di

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L’impresa di Felice Garibaldi e il Risorgimento in Puglia

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Sabato 29 gennaio alle 17 presso la Sala Consiliare della Provincia di Bari

Un evento letterario tutto barese e pugliese sugli avvenimenti risorgimentali per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia – patrocinato dall’associazione culturale Gens Nova – con la presentazione del volume di Riccardo Riccardi “L’impresa di Felice Garibaldi e il Risorgimento in Puglia”(Congedo Editore).

Sarà presente il pronipote “dell’Eroe dei due Mondi”, Giuseppe Garibaldi  e  il docente di Storia Moderna dell’Università di Bari, Mario Spagnoletti. Modererà il presidente Nazionale Gens Nova, Antonio Maria La Scala.

Il volume di Riccardo Riccardi racconta il ritratto, pubblico e privato, di Felice Garibaldi, fratello dell’Eroe dei due Mondi, il quale nella sua veste di imprenditore nel comparto olivicolo segnò diversamente le dinamiche familiari dei Garibaldi di Nizza. Il saggio – che è anche dedicato all’impresa dei Mille e a tutti i garibaldini pugliesi che vi hanno partecipato come il turese Francesco Curzio – delinea l’inquietudine interiore e quell’intraprendenza affaristica di un’intera famiglia, che formò l’uomo capace di unificare l’Italia e, nel contempo, analizza le moderne dinamiche di una fervida borghesia della provincia di Bari di metà Ottocento che costruì, all’ombra degli ulivi, dei veri e propri imperi finanziari e le fondamenta di quella che sarebbe diventata l’economia più rilevante del Mezzogiorno.

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Rutigliano – sagra del fischietto

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Mentre a Castellana Grotte si preparano enormi falò in onore della Madonna della Vetrana,  si avvicina la festa di San Antonio Abate e Rutigliano, inserita nel registro regionale delle “Città d’Arte” si appresta ad ospitare la XXIII sagra del fischietto in terracotta, dal  titolo: “Fischietti e Unità d’Italia”.

Nella tradizionale competizione artistica rutiglianese, gli artisti della terracotta di tutta Italia si confronteranno con un tema che caratterizzerà tutto il 2011 nel 150° anniversario della storica ricorrenza.

Le opere ammesse al concorso saranno esposte al pubblico nel Museo del Fischietto in Terracotta “Divella” (con ingresso libero) dal 13 al 23 gennaio 2011 e verranno valutate da una giuria di esperti.

Premio speciale “Fischietto popolare” per l’opera più votata dai visitatori del Museo.

La festa di Sant’Antonio Abate e la Fiera dei fischietti  in terracotta avverrà il 17 gennaio con vendita di castagne, frutta secca, focacce e dei caratteristici “fischietti” di argilla, caricature di personaggi classici della vita di paese.

Rutigliano è il paese della creta, il paese delle pignatte e delle tièdde…fatte dall’argilla di cui il suo territorio è ricco.

Il legame di Rutigliano con l’argilla è antichissimo; era nota per la presenza di numerose botteghe, dove si lavorava la creta al tornio e si producevano vasi di ogni forma e dimensione che i figuli cuocevano nelle grandi fornaci a legna. Queste ultime, una volta accese, affumicavano il cielo per l’intera giornata. in queste botteghe è nato il fischietto, come giocattolo sonoro la cui origine si perde nella notte dei tempi (i tintinnacoli usati dai latini e da popoli del Mediterraneo);  il fischietto era l’umile variopinto giocattolo dei bambini poveri, si comprava nelle bancarelle delle sagre paesane per diventare strumento di sonorità e oggetto di canzonature.

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