al turese Vito Minoia il PREMIO GRAMSCI 2011

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Giunto alla sua XII Edizione, il Premio Gramsci, promosso dalla “Associazione casa natale” con cadenza biennale ha ospitato i suoi vincitori ad Ales (Oristano).

La Giuria composta da Vindice Ribichesu (presidente), Maria Paola Masala, Maria Letizia Pruna, Giulio Angioni, Gavino Angius e Salvatore Zucca ha assegnato a Vito Minoia, turese impiantato da tempo ad Urbino, il primo premio della sezione letteratura in lingua italiana con il testo teatrale “Lettere dal carcere”, frutto di una drammaturgia collettiva sull’opera dell’intellettuale sardo prodotta e messa in scena dal 13 al 18 maggio 2010 dalla Compagnia Lo Spacco, composta da attrici e attori reclusi nella Casa Circondariale di Pesaro.

“ Un testo vitale ed organico che suggerisce, di fatto, all’associazione, la possibilità di aprire il premio dalla prossima edizione ad una sezione drammaturgica ” cita la motivazione espressa dalla giuria.

Minoia, direttore della rivista europea “Teatri delle diversità” e docente di Teatro di Animazione all’Università di Urbino, dove presiede il Teatro Aenigma,  si era già aggiudicato nel 2006 il Premio Franco Enriquez per la sperimentazione di teatro civile condotta in carcere a Pesaro (esperienza tuttora in corso nell’istituto penitenziario di Villa Fastiggi, con il coinvolgimento di gruppi di adolescenti, allievi della Scuola “Galilei” di Pesaro) e nel 2007 gli era stato conferito al Piccolo di Milano il Premio Nazionale della Critica teatrale per il contributo dato allo sviluppo del teatro sociale in Italia.

Questa volta l’ambito riconoscimento è arrivato per un testo che si ispira liberamente all’opera omonima  Lettere dal carcere di Antonio Gramsci, scritte nel periodo di detenzione nel penitenziario di Turi(BA),  testimonianza umana straordinaria e capolavoro letterario, raccontando gli sforzi compiuti dall`autore per sopravvivere, le speranze e le piccole felicità senza le quali una persona non può vivere, ma anche  le sue crisi e lo sprofondarsi in abissi terribili.

Essere condannato a finire la vita o almeno una grande parte della propria vita in carcere (come per Gramsci) richiede da parte del condannato strategie particolari di sopravvivenza. Ciascuno reagisce in modo diverso, ma tutti devono fare i conti con il regolamento, con le costrizioni che cambiano la sensazione del proprio corpo, dello spazio e del tempo, con la scissione del mondo in un dentro e un fuori e con la crescente difficoltà di  tenere insieme questi due mondi.

“Gramsci ci ha aiutato con il suo ‘occhio da antropologo’, permettendoci la scoperta di una dimensione nella quale avvengono, come dice lui, trasformazioni molecolari della persona” –ha affermato Minoia ricevendo il premio- “nel testo hanno trovato spazio e preso corpo in forma scenica alcune lettere di Gramsci ai figli Delio e Giuliano, alla moglie Giulia, alla cognata Tania, ma soprattutto scritture originali elaborate dagli stessi attori protagonisti dello spettacolo rappresentato a maggio scorso, nel tentativo di ricostruire le emozioni più profonde di chi vive l’esperienza della reclusione”.

La cerimonia, in occasione dei 120 anni dalla nascita di Antonio Gramsci(Ales, 22 gennaio 1891 – Roma, 27 aprile 1937), si è svolta sabato 22 gennaio 2011 nella gremita Sala conferenze del Comune di Ales (Oristano), città natale.

quaderni dal carcere

Vito Minoia
insegna teatro di animazione alla facoltà di scienze della formazione dell’Università degli studi di Urbino “Carlo Bo”. Si interessa allo studio dei rapporti tra teatro ed educazione e sviluppa ricerche nel campo del teatro di interazione sociale. Autore teatrale e regista, ha fondato nel 1990 a Urbino il Centro teatrale universitario Aenigma. Dirige dal 1996 con Emilio Pozzi la Rivista europea Catarsi-Teatri delle diversità. E’ autore, tra gli altri testi pubblicati, di Se all’università si sperimenta il teatro (Edizioni Magma, 1998), Di alcuni teatri delle diversità (con Emilio Pozzi, ANC edizioni, 1999), Per uscire dall’invisibile (con David Aguzzi, ANC edizioni, 2004), Recito, dunque so(g)no (con Emilio Pozzi, Edizioni Nuove Catarsi, 2009
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