la “fanòve di San Gesèppe”

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in via forno comunale, ai bordi della piazza Francesco Curzio, non si è ancora spento il fuoco del Risorgimento che si è acceso il fuoco per la fanòve di San Gesèppe.

In una serata tiepida, sotto lo sguardo di una luna piena, Aurelia e le sue amiche, si arrosolano al calore del fuoco, aspettando che la legna diventi solo carbone.

Una guantiera di zeppole ha deliziato il pelato dei presenti per festeggiare il Santo e la fine dell’inverno.

Quest’anno largo Pozzi era impegnato per lavori di scavo e la fanova organizzata dalla Pro Loco non è stata allestita. La devozione di pochi ha consentito di conservare la tradizione, che vedeva nei ragazzi gli artefici di enormi falò, con “frasche”, rami, legna e materiale di risulta infiammabile. Gli spazi occupati dalle costruzioni, interessi sopiti hanno impedito ai nostri ragazzi di onorare la tradizione.

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