Browsing the blog archives for luglio, 2011.


idee d’estate – iniziative Pro Loco turese

1 pagina, eventi

clicca per ingrandire

CLICCA QUI’ PER UNA SLIDESHOW

No Comments

Richiami estivi – il mare di S. Vito

resume
S Vito a Polignano a Mare

scogliera di S Vito a Polignano a Mare

Il sole incomincia finalmente a risvegliare piacevoli sensazioni nel fisico; calore avvolgente e luce abbagliante richiamano desideri sopiti da tempo. E’ sufficiente un timido invito e sei già in auto con pochi accessori davanti all’abbazia di S Vito a Polignano a mare. Un mare liscio come l’olio da lontano si confonde col cielo terso. Poche persone, alcune impegnate a preparare la ricettività del proprio bar, altre a prendere il sole presso la caletta del porticciolo; una strada nuova viene stesa per descrivere un arco intorno alla Abbazia che dal XVII secolo conserva una chiesetta dedicato al Santo molto venerato in Puglia e non solo.
L’abbazia, che si affaccia su una caletta denominata “portus Mariani”, è famosa per le reliquie di s. Vito: un braccio d’argento, da cui si dice scaturisca un liquido (“manna”) con funzioni terapeutiche; la statua lignea del Santo, alta circa 50 cm, su di un altarino dorato, viene portata via mare dall’Abbazia fino a cala Paura, la sera del 12 giugno, e portata in processione per Polignano a mare per essere mostrata a tutti e poi viene posta su un altare monumentale nella piazza antistante la Chiesa Madre, intitolata a Maria SS. Assunta; all’interno di essa vi è una ricca documentazione iconografica su S. Vito: un polittico del Vivarini (XV sec.) lo raffigura tra Santi; una statua policroma, opera di Stefano da Putignano (prima metà del XVI sec.), con i consueti cani accucciati ai piedi.
I Turesi amano le scogliere di S Vito, dove molti hanno comprato ed edificato case; da qui, si sono spostati presso Cala S Giovanni, dove hanno fatto costruire graziose villette. Cala S Giovanni, negli anni 50-70 era meta anche di sofferenti di malattie articolari; apprezzate erano le sabbiature; ci si distendeva in fosse scavate e si faceva ricoprire, testa fuori soltanto, di sabbia caldissima.
Dal libro di Domenico Resta “Turi dalle origini al 1865” si legge alla pag 165 che” in via S Vito era situata una chiesetta al numero civico 24. Si sa che era frequentata da molti devoti del santo. In occasione di una pestilenza le donne di turi fercero un voto: se fosse cessata la moria avrebbero chiamato i bimbi col nome di Vito. Infatti ancora oggi questo è un nome molto frequente in paese”.
Dietro la torre di vedetta, ristrutturata, la bassa marea mette a nudo specchie di pietre e molluschi; tre cani volpini senza padrone scorrazzano sulla scogliera che in alcune parti si scopre formando minuscole “isole”.
Dopo una breve rosolatura, passeggio nell’acqua bassa a cogliere immagini da fotografare.
1 Comment

Storia di Turi di Giovanni Bruno

1 pagina, personaggi in

“il popolo che ignora la propria storia è infelice quanto il trovatello che non conosce i propri genitori”.

L’amore per la conoscenza, la curiosità del sapere, mi ha spinto ad avventurarmi in una nuova impresa, che, oltre ad offrire interesse a  chi visita il mio blog, mi spinge ad apprezzare quanti innamorati del proprio paese si prodigano a farlo conoscere e amare, stimolando a produrre azioni atte a conservarne memoria e vita.

Man mano che la disponibilità temporale e materiale me lo consentiranno, pubblicherò stralci del libro del prof. Giovanni Bruno che,  offrendo alla Civica Amministrazione il suo lavoro  di ricerca, ha posto il pilastro centrale per la storiografia di Turi.

Il libro è in vendita presso le librerie di Turi ed è consultabile presso la Biblioteca Comunale in piazza Gonnelli.

Il libro,  TURI – dall’età feudale alla metà del secolo XIX, fu dato alle stampe nell’aprile del 1971 dalla tipografia Resta di Bari e pubblicato dall’Amministrazione di Turi, Sindaco il prof. M. Pugliese.

Giovanni Bruno (1893-1976), alunno di Raffaele Resta, fu uomo di Scuola, maestro prima, direttore didattico e poi ispettorato scolastico. Dedicò molto del suo tempo a fare ricerche storiche su Turi.

Per iniziare cliccate sulla pagina in alto G. Bruno

No Comments

Turi fiorita

1 pagina

L’aspetto folcloristico e la mediterraneità di Tu­ri, si manifestano oltre che con i modesti edifici civili o religiosi, con mille altre particolarità, per esempio con le piante verdi ostentate ai balconi (tra le piante abbonda il ficus elasticus con esemplari rigogliosi); con le edicole, come quel­le in Via S. Nicola, che ospitano ingenue immagini di santi o della Vergine, o con le pergole della vite verdi smaglianti a primavera, più scure d’estate, tra­scoloranti in oro in autunno; con i voltoni incom­benti sugli angiporti, come appunto in Via Arco Mastronatale; con le mensole di pietra predisposte in funzione di balconi, dei quali alcuni mai costruiti; con stemmi ed epigrafi, quali quelli numerosi in Via Forno Comunale; con gli arditi comignoli rastre­mati delle cucine o dei forni, che si elevano da que­ste case come i menhir nei quali ci si imbatte tal­volta in questa campagna di Puglia.

Si aggiungano i fantasiosi tagli dei volumi, le ombre rigidamente definite sulle superfici scialbate, i colori vivificanti di qualche infisso, quelli dei fiori, qua e là la macchia purpurea della boungaville e so­prattutto, qui anche a qualche chilometro nell’entro terra, l’azzurro folgorante del nostro cielo mediter­raneo e allora ci si renderà conto che sono appun­to questo mare e questo sole a dar vita a queste ar­chitetture, uguali dall’Africa settentrionale alla Spa­gna, dalle Isole Baleari a Capri, dalla Grecia al Me­dio Oriente, alla Puglia. (B. Apollony Ghetti – da Mostra documentaria di Giovinazzo, Conversano e Turi -1969).

SCATTI FOTOGRAFICI

No Comments

S. Oronzo 2011

1 pagina

album fotografico  estate turese

No Comments
« Older Posts