E’ una giornata fredda, che ha visto qualche fiocco di neve; verso le 16, a Rutigliano si fa festa, come altri paesi, per ricordare S. Antonio abate, il santo col porcellino.
Un traino, messo a disposizione dal turese Giuseppe Dell’Aera, si prepara per portare la statua del santo da Vico S Francesco d’Assisi al luogo convenuto, presso la chiesa di S. Domenico, dove una folla di cittadini, alcuni con animali di piccola taglia, cani, criceti, astici, attendono l’arrivo della carovana; questa, preceduta dalla banda di Carbonara “u sciaraballe”, viene seguita da volontari a cavallo della protezione civile e da altri gruppi.
Dopo il saluto e la benedizione del parroco don Pasquale Pirulli e del Sindaco dott. Roberto Romagno, una mongolfiera è salita nel cielo azzurro accompagnato dallo crepitio dei botti legati intorno alla sua bocca.
La gente si è poi dispersa tra le chiassose e colorate bancarelle e stand gastronomici,allestiti sulla villetta, oppure nel chiostro del vicino convento, dove era allestita la mostra del fischietto; i visitatori del Museo civico del Fischietto, a Palazzo San Domenico, potranno votare per scegliere il “Fischietto popolare 2012” tra le opere realizzate da artisti di Puglia, Veneto, Umbria, Toscana, Calabria, Sicilia, Emilia Romagna e Abruzzo, in gara per il 24° Concorso Nazionale del Fischietto in Terracotta “Città di Rutigliano” sul tema “sacro e profano”. Nello stesso palazzo San Domenico è presente una collettiva di artisti rutiglianesi, la mostra “Mani d’argilla” (fotografie e sculture di Marco Minischetti e Giuseppe Dilorenzo, con omaggio al figulo rutiglianese Tonino Samarelli) e la mostra di arte orafa “Fisoro” di Vincenzo Delliturri.
“A Sant’Antuone, fische e suène”.
Torno a Turi per degustare “i perciedde”, pasta frolla (acqua, farina e olio) a forma di porcellini (ottenuti passandola sul rovescio della grattugia) e poi infornata. Dopo essere stati girati nel miele con qualche scorza d’arancio, vengono serviti accompagnati da un aleatico Giuliani.