Browsing the blog archives for marzo, 2015.


detti e ridetti

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concentrato di saggezza popolare

Tutte u munne iè chiappe
Tutto il mondo è capestro

Ce pèchere te fèsce, u lupe te mange
Chi pecora si fa, il lupo se la mangia.

A cavàdde gastemàte nge lusce u pile
Al cavallo bestemmiato il pelo è lucido.

Pure u podece tène la tosse

Anche il pidocchio tiene la tosse

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Reietti e abbandonati

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neonato abbandonatoBambini abbandonati nei cassonetti o davanti ad un ospedale spesso occupano le cronache dei nostri giorni, che squarciano qualche velo del dramma di donne con problemi di violenze, isolamento e negazione della propria identità.

In un articolo apparso sia sul periodico “il Paese”, che Corriere della Puglia e Lucania on line, il nostro concittadino  Stefano De Carolis  ha riportato una sua ricerca  sugli esposti a Turi e sulla “Rota proiecti”, rifugio di segrete miserie o di colpe.

Istituita in tutto il Regno dell’Italia Meridionale per la tutela pubblica dell’infanzia abbandonata, nel corso del XIX secolo, a causa dell’aumento demografico , fu messa in discussione, sia per il peso economico che si riversava sulle casse pubbliche del nuovo Regno sia per l’altissimo tasso di mortalità interna nei brefotrofi.

Capitava allora,  che qualche neonato venisse 

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Turi cimitero colerosi – ricerche storiche

1 pagina, notizie, personaggi in

cimitero colera

Con l’aiuto della responsabile dell’archivio storico, Maria De Tomaso, proveniente dal CRSEC-Puglia, ho voluto conoscere documenti inerenti la realizzazione del campo Santo a Turi ed approfondire la tempistica e le modalità d’intervento durante il periodo 1835-1854 relativo al fenomeno infettivo del colera, che ha portato alla costruzione del cimitero dei colerosi.

 

Turi conserva ancora il cimitero dei colerosi. Sul cancello di accesso si legge un’epigrafe:

IN QUESTO LOCO

A’ MORTI DI COLERA

 FUNESTA RICORDANZA

PER SUPERIORE COMANDAMENTO

FURON DATI GLI ESTREMI OFFICI DI SEPOLTURA.

O VOI CHE PASSATE

PREGATE DAL SIGNORE A TUTTI LORO

LA VITA DEI BEATI.

L’AN­NO 1837

 il 2 novembre, l’ Arci­confraternita del Purgatorio  cantava decenni fa il «Libera me Domine» e pregava per tutti quegli infelici.

La realizzazione del  campo Santo o cimitero nasceva in seguito

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