Reietti e abbandonati

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neonato abbandonatoBambini abbandonati nei cassonetti o davanti ad un ospedale spesso occupano le cronache dei nostri giorni, che squarciano qualche velo del dramma di donne con problemi di violenze, isolamento e negazione della propria identità.

In un articolo apparso sia sul periodico “il Paese”, che Corriere della Puglia e Lucania on line, il nostro concittadino  Stefano De Carolis  ha riportato una sua ricerca  sugli esposti a Turi e sulla “Rota proiecti”, rifugio di segrete miserie o di colpe.

Istituita in tutto il Regno dell’Italia Meridionale per la tutela pubblica dell’infanzia abbandonata, nel corso del XIX secolo, a causa dell’aumento demografico , fu messa in discussione, sia per il peso economico che si riversava sulle casse pubbliche del nuovo Regno sia per l’altissimo tasso di mortalità interna nei brefotrofi.

Capitava allora,  che qualche neonato venisse depositato davanti ad una chiesa o alla casa di persona caritatevole, forse nota per desiderare di adottare quel piccolo illegittimo o nato in una famiglia povera.

Nel 1923, II anno dell’Era fascista,  fu abolita l’istituzione della ruota degli esposti e sostituita con l’OMNI, Opera Nazionale Maternità ed Infanzia.

archivio anagrafe RIn una ricerca, presso l’archivio di Stato Civile di Turi (1), sfogliando un registro di atti di nascita, sezione II, mi sono imbattuto in una registrazione di una denuncia di un bambino abbandonato .

Interessante la lettura  di questa atto, alla luce di alcune disposizioni d’allora sull’abbandono di minori, sull’affido e sul cognome imposto. Ne riporto quasi integralmente  il testo manoscritto:

L’anno 1982 addì nove di Marzo ad ora  10 antimeridiana nella casa comunale

avanti di me Cosimo Capozizzi, segretario delegato dal Sindaco ………, è comparso R. M. di anni 42, battilana, domiciliata in Turi , la quale mi ha consegnato un bambino di sesso maschile, dall’apparente età di giorno uno, presso cui si trovano dei pannolini ed una fascia di cotone bianco, usato, e mi ha dichiarato che questa mattina alle ore quattro nella pubblica via del Palombaro, vicino alla sua casa distinta al numero 64, ha trovato questo bambino, presso cui erano le vesti, gli oggetti e i contrassegni sopra descritti, giacente supino, tutto ravvolto nella fascia e con la fascia coperta da uno dei pannolini.
Al detto bambino ho imposto il cognome di MICHELE ed il cognome di FORTUNIO e gli oggetti tutti, che si trovano presso il bambino, si sono depositati in questo uffizio di Stato Civile. La dichiarante poi avendomi fatta l’istanza di lasciare a lei il bambino, promettendo di assumere l’allevamento e la custodia, nonché di darne conto ad ogni richiesta dell’autorità, e nulla trovando in contrario all’istanza medesima, vi ho aderito ed ho lasciato alla dichiarante il bambino predetto.
A quanto sopra e a questo atto sono stati presenti quali testimoni Maurantonio Francesco, di anni 48, muratore e Cardone Vito, di anni 50, barbiere, entrambi residenti  in questo Comune. 

(dichiarazione fatta secondo le norme del CC e del Regolamento comunale e provinciale di allora)

Fortunio, nel nostro caso è cognome, ma lo si trova anche come nome; (dal latino Fortunius), derivato da fortuna, “sacro alla fortuna, fortunato. Il suo onomastico è il 1 Novembre.

Fortunio era un settimanale che usciva a Napoli dal 1888 al 1899. Il titolo del  settimanale era derivato dall’omonimo romanzo di Teofilo Gautier, che inneggiava alla  bellezza, ricchezza e felicità.

Curiosità: nel 1500 visse in Italia Giovanni Francesco Fortunio, un letterato, grammatico, giureconsulto e umanista.

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(1)   L’archivio dell’Anagrafe e Stato Civile di Turi, è allocato  a piano terra del Municipio, nell’ex cinema comunale in via XX Settembre, adiacente alla Chiesa di S. Domenico.

Istituito a seguito del codice civile napoleonico (6 gennaio 1806) con regolamento del 27 marzo 1806, in tutti i comuni del Regno delle due Sicilie, l’Archivio dello stato civile di Turi contiene registri di nascite e di morte, dal 1809 ad oggi e atti di matrimonio dal 1837.

Tale istituzione era prima appannaggio, a Turi, del Capitolo della Collegiata della Chiesa Madre, che conserva atti di nascita, di morte e di matrimonio dal 1560.

Nell’archivio storico e nell’archivio dell’anagrafe è conservata la nostra Storia, la memoria del nostro passato.

La sede di raccolta dei volumi e/o atti dev’essere adeguata alla conservazione, sicurezza e fruizione di questo patrimonio documentario della Comunità, acquisito nel corso della sua esistenza. I volumi sottoposti all’uso e al deterioramento fisico hanno bisogno di manutenzione e adeguato spazio conservativo.

Sarebbe auspicabile  che quanti sono preposti ed hanno a cuore questa incommensurabile ricchezza facciano un monitoraggio  per conoscere lo stato delle cose e ricercare  risorse  per  la protezione, la manutenzione e il restauro degli archivi, per consentire l’utilizzo  e la ricerca da parte degli  addetti e di appassionati di memoria storica.

 

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