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Aldo Cassandro, della cui passione per l’artigianato d’epoca avevo scritto in un precedente articolo, ha ricevuto un meritato riconoscimento; è stato invitato dal Club Amatori Macchine Agricole d’Epoca di Castiglion Fibocchi (Arezzo) prima a Firenze presso l’Accademia dei Georgofili (Palazzo degli Uffizi) e poi a Bari all’Agrilevante per mostrare il suo impegno nel scoprire e conservare un pò di storia della meccanica degli attrezzi agricoli. Fotografie
La Gazzetta del Mezzogiorno, il 9 scorso, ha pubblicato l’elenco dei pugliesi caduti in guerra dati per dispersi ora ritrovati; di Turi sono:
TURI
DI PINTO VITO, NATO L’8 AGOSTO 1915 A TURI (BARI) – DECEDUTO IL 13 GENNAIO 1945 – ATTUALMENTE
SEPOLTO A FRANCOFORTE SUL MENO (GERMANIA) – CIMITERO MILITARE ITALIANO D’ONORE – POSIZIONE
TOMBALE: RIQUADRO C – FILA 5 – TOMBA 6.
PALMISANO GIOVANNI, NATO IL 22 MAGGIO 1924 A TURI (BARI) – DECEDUTO A BRAUNSCHWEIG (BASSA
SASONIA) IL 19 MAGGIO 1945 – ATTUALMENTE SEPOLTO AD AMBURGO (GERMANIA) – CIMITERO MILITARE
ITALIANO D’ONORE – POSIZIONE TOMBALE: RIQUADRO 1 – FILA M – TOMBA 13.
Il sito internet www.robertozamboni.com/ , per oltre un decennio, ha raccolto i dati dei nostri Caduti (militari e civili), che furono internati o deportati nei campi nazisti e, alla fine del loro calvario, furono sepolti in Germania, Austria e Polonia.
Per notizie e/o rimpatrio della salma rivolgersi al Ministero Difesa Onorcaduti
Eccezionale scoperta da parte della Sovraintendenza dell’Emilia Romagna, guidata dal nostro concittadino arch. Donato Labate.
Arrivano su Italia 1 le mummie rinvenute all’inizio del 2011 sull’Appennino modenese: decine di corpi, con abiti, scarpe, cuffie e altri oggetti personali, perfettamente conservati grazie a un raro processo di mummificazione spontanea, favorito dalle particolari condizioni ambientali del luogo di sepoltura. Un microclima secco e ventilato ha consentito la mummificazione naturale di circa un terzo dell’intera comunità, un caso unico nell’Italia settentrionale
Stasera, domenica 25 settembre, a partire dalle ore 21.25, l’emittente Italia 1 dedica un ampio servizio di circa 15 minuti, nell’ambito della trasmissione Mistero, all’eccezionale scoperta archeologica avvenuta nella Chiesa della Conversione di San Paolo Apostolo, a Roccapelago di Pievepelago.
Il servizio in onda stasera su Italia 1 segue di un giorno il convegno “Suggestioni fra le torri. La Rocca a Pelago fra identità del passato e vocazioni del presente” in programma, ieri, nella Chiesa di Roccapelago; tema: le vicende storiche che hanno connotato il complesso architettonico di Roccapelago gli storici Paolo Mucci e Chiara Vignudini, l’architetto che ha curato il restauro della chiesa Andrea Sampieri, gli archeologi della Soprintendenza Donato Labate e Luca Mercuri e l’antropologo Giorgio Gruppioni.
http://www.archeobo.arti.beniculturali.it/pievepelago/scavi2008-2011.htm
Guerre, rivoluzioni, guerriglie, crisi economiche ci vengono propinate dalle TV come accadimenti singoli dovuti a ciclici mali. Ritengo, invece, che la causa è una sola: il dio danaro. Da quando il baratto è stato sostituito dalla moneta, il mondo ha cominciato a “girare” vorticosamente e i popoli sono costretti spesso a soffrire. La cupidigia, l’accumulare ricchezze il detenere il “Potere” ha spinto le varie massonerie (leggi anche BANCHE) a perfezionare tecniche di asservimento dei popoli ad un ordine globale.
Il danaro è lo strumento che ha schiavizzato l’intera umanità e per esso si uccide, si umilia, si affama il prossimo; tutti gli stati si adeguano a questo disegno.
Internet offre, talvolta, chiavi di lettura di questo disegno diabolico; dalla rete, riporto questo commento:
Il signoraggio è una truffa monetaria e psicologica a cui tutti noi siamo soggetti. Questa truffa si nasconde e si
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Il 29 maggio, giorno in cui si celebra la festa del Santo Patrono, le strade della città sono affollate di gente che si appresta ad assistere alla caratteristica Sfilata dei Turchi.
Tutto sembra fermarsi per prender parte a questa manifestazione che, tra storia e leggenda, rappresenta la principale espressione della cultura popolare di Potenza.
La tradizione fa risalire questo avvenimento al 1111 quando un gruppo di Turchi guidati dal Gran Turco approda alle sponde del mar Ionio per poi inoltrarsi nei boschi della Basilicata e giungere a Potenza.
Il provvidenziale intervento di S. Gerardo che invia una schiera di angeli ad illuminare la città permette ai soldati potentini di difendersi e mette in fuga gli stranieri spaventati dalla soprannaturale apparizione.
Il leggendario evento si è radicato nell’animo del popolo potentino che ne ha fatto una rituale manifestazione caratterizzata da un corteo in cui figurano vari personaggi tra cui i Turchi, i soldati, il Gran Turco portato in carrozza e infine un carro con la statua di S. Gerardo.
Mi sono sempre proposto di non occuparmi di “Politica” su questo blog, ma sento il desiderio di condividere con voi un editoriale del “il Portale del Sud”.
Sono del Sud, vivo al Sud e devo pensare al Sud. La lettura mi scalda il cuore nei sentimenti di italianità, di appartenenza, in un momento in cui si festeggia 150 di “Unità”; è doverosa una riflessione su come il Governo si comporta, una riflessione amara …
Lascio a voi una considerazione, ma… non armatevi di cinismo, perchè esso non paga alla lunga. Cliccate quì per il link


L’Italia, l’Europa ed il mondo hanno conosciuto tempi migliori. Le social democrazie tentavano di coniugare il progresso tecnologico con la giustizia sociale. Il Bel Paese, lasciato il sogno del caudillo ai sudamericani, aveva realizzato l’incontro tra democristiani e marxisti, costruendo uno Stato sociale tra i migliori al mondo. Furono poi commessi vari e gravi errori, purtroppo. I sindacati cominciarono in fabbrica a proteggere i fannulloni piuttosto che i lavoratori. I rinnovi contrattuali erano preceduti da scioperi, divenuti un rituale più che una necessità. Si considerava dovuta almeno una settimana di malattia. I padroni, dal canto loro, man mano si disimpegnarono e, con la globalizzazione, cominciarono a interessarsi più di finanza che di produzione di beni. Intanto scattò la reazione, con le stragi, le fosche trame e la P2… Oggi l’Italia berlusconiana non ha alcuna politica industriale, per l’occupazione, per l’innovazione e la ricerca.
Marchionne emerge proprio perché, giusta o sbagliata che sia, lui una linea di politica industriale ce l’ha e
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Il D.lgs 3 aprile 2006, n. 152 (Testo Unico Ambientale) ha come obiettivo primario la promozione dei livelli di qualità della vita umana, da realizzare attraverso la salvaguardia ed il miglioramento delle condizioni dell’ambiente e l’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali.
Tutti devono contribuire alla salvaguardia dell’ambiente; le modalità di operatività saranno note appena il Comune si convenzionerà con una Società della Raccolta Rifiuti che presenterà un progetto in linea con i requisiti richiesti; dal prossimo anno, saremo “costretti” ad una raccolta differenziata per almeno il 50% dei rifiuti; contenitori, sacchetti colorati di plastica ci verranno forniti per tale azione.
La raccolta differenziata è il modo migliore per preservare e mantenere le risorse naturali, a vantaggio nostro ma soprattutto delle generazioni future: riusare, riutilizzare e valorizzare i rifiuti, dalla carta alla plastica, contribuisce a restituirci e conservare un ambiente “naturalmente” più ricco.
Ogni nostra azione produce inquinamento: anche la più comune, come per esempio leggere un giornale o bere un’aranciata, non sarebbe nulla, se non considerassimo che ogni giorno nel mondo vengono stampate milioni di pagine, costruite milioni di bottiglie in plastica o lattine in alluminio, assemblati milioni di oggetti e mobilio per le nostre case. Approfondisci anche con il risparmio
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Un dramma scatenato, alla fine della 2^ Guerra mondiale, da un moto di odio e di furia sanguinaria e taciuto per opportunita politica, è stato portato all’attenzione dei più. Anche questo orribile episodio di “pulizia etnica”, insieme con la soluzione finale per gli ebrei dei paesi occupati dai nazisti, deve essere ricordato a tutti nei momenti di “pace”.
Il 10 febbraio è il giorno dedicato alla memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, istituito con la legge n. 92 del 30 marzo 2004.; le motivazioni:
« La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del ricordo” al fine
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Sabato 29 gennaio alle 17 presso la Sala Consiliare della Provincia di Bari
Un evento letterario tutto barese e pugliese sugli avvenimenti risorgimentali per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia – patrocinato dall’associazione culturale Gens Nova – con la presentazione del volume di Riccardo Riccardi “L’impresa di Felice Garibaldi e il Risorgimento in Puglia”(Congedo Editore).
Sarà presente il pronipote “dell’Eroe dei due Mondi”, Giuseppe Garibaldi e il docente di Storia Moderna dell’Università di Bari, Mario Spagnoletti. Modererà il presidente Nazionale Gens Nova, Antonio Maria La Scala.
Il volume di Riccardo Riccardi racconta il ritratto, pubblico e privato, di Felice Garibaldi, fratello dell’Eroe dei due Mondi, il quale nella sua veste di imprenditore nel comparto olivicolo segnò diversamente le dinamiche familiari dei Garibaldi di Nizza. Il saggio – che è anche dedicato all’impresa dei Mille e a tutti i garibaldini pugliesi che vi hanno partecipato come il turese Francesco Curzio – delinea l’inquietudine interiore e quell’intraprendenza affaristica di un’intera famiglia, che formò l’uomo capace di unificare l’Italia e, nel contempo, analizza le moderne dinamiche di una fervida borghesia della provincia di Bari di metà Ottocento che costruì, all’ombra degli ulivi, dei veri e propri imperi finanziari e le fondamenta di quella che sarebbe diventata l’economia più rilevante del Mezzogiorno.
Il Il Sud e l’Unità d’Italia di G. Ressa è un libro (scaricabile dal sito ilportaledelsud) che riporta le vicende post-unitarie della resistenza nelle Due Sicilie, senza tralasciare l’analisi accurata delle conseguenze drammatiche per il Sud dell’unificazione. Si tratta di un lavoro appassionato ed accurato, ma lo stile è sobrio e diretto, quasi a volersi anche in questo nettamente discostarsi da quell’enfasi e quella vuota retorica che contraddistingue invece i testi filo-risorgimentali.
Rivolgiamo a Giuseppe Ressa un sincero e fraterno ringraziamento per tanta fatica: il Sud ha, oggi più che mai, estremo bisogno di uomini sinceri e disinteressati come lui.
Ressa riesce così ad abbattere inesorabilmente i canoni della mitologia risorgimentale, mettendo a nudo quelli che ci vengono ancor oggi presentati come eroi. Allo stesso tempo, con l’equità dello storico ed il “rammarico” dell’appassionato, mette in rilievo i limiti e le manchevolezze di quel
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Abbiamo case più grandi, ma Famiglie più piccole…
Più opportunità, ma meno tempo…
Più istruzione, ma meno buon senso…
Più conoscenza, ma meno capacità critica…
Più esperti, ma più problemi…
Più medicine, ma meno Benessere…
Siamo andati e tornati dalla luna,
ma facciamo fatica ad attraversare la strada
per stringere la mano ad una Persona vicina…
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Comune di Bari, Circoscrizione Carbonara-Ceglie-Loseto
2 spettacoli in dialetto barese:
- “Da Sope a la Meraggheje”, scherzo comico in 1 atto scritto diretto e interpretato da Luigi Angiuli nel ruolo di “Colino La Gaggiana”, con Monica Angiuli (La Popolana). Scena e costumi di Monica Angiuli, cantante Anna Lavopa.
- “La nonna incinta” di Dario Fò diretto e interpretato da Cristina Angiuli, con la collaborazione di Monica Angiuli.
Bari, Anfiteatro Chiesa di Santa Rita, Rione Santa Rita – Carbonara 2. Sabato 3 luglio 2010 ore: 20:30. Ingresso libero. Associazione Culturale Compagnia Teatrale “Il Vello d’Oro”. Organizzazione: mgsabato@gmail.com, info: 333.3512153.
Il Parlamento italiano, con legge del marzo 2004, ha riconosciuto il 10 febbraio quale “Giorno del Ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.
Migliaia di italiani furono trucidati barbaramente nelle foibe molti costretti all’esilio dalle terre natie, presero la dura via dell’esodo e finirono in uno dei 109 campi profughi allestiti in Italia, unica opportunità di salvezza dalla repressione dei partigiani comunisti del Maresciallo Tito e dalla loro sistematica pulizia etnica. Finalmente la tragedia è uscita dall’oblio del silenzio per entrare nel presente e nella consapevolezza di ogni italiano.
E’ necessario, tuttavia, conservare una memoria completa per colmare una lacuna storica,
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