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in onore di Stefanino Rossi

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nella bottega di StefaninoOggi Stefanino Rossi ha abbandonato il suo giardino incantato per visitare ” l’Eden dell’Eterno”.

Appartenente ad una famiglia di edili, costruttori e scalpellini, riposa nel mausoleo funebre, che lui stesso aveva scolpito.

Stefano, figlio di Domenico, era nato nel 1930; trascorreva gran parte del suo tempo nella sua bottega in via tenente Notarnicola a Turi.

Per molti anni della sua vita ha diretto  una impresa di restauro di monumenti commissionati dalla Sovrintendenza ai Beni Architettonici; alla figlia Angela ha consegnato il testimone per ritirarsi nella sua bottega  e dedicarsi alla scultura.

In questo laboratorio imbiancato, angusto per le tante opere realizzate,   lui coltivava la sua passione che ha cercato di inculcarla in alcuni giovani desiderosi di apprendere l’arte della scultura.

Quando qualche volta lo incontravo nel suo “giardino incantato” era felice  di farmi ammirare le sue creature; mi parlava di quei volti,  della materia da cui li aveva partoriti.  Se mi fermavo a guardare un volto di donna con i “capelli crespi rossicci“, lui, subito, mi spiegava la sua storia – è una pietra del Brasile, utilizzata per abbellire i giardini;  ho scavato nella pietra, “frullato”  il ricavato, impastato in un calco e, dopo averlo lavorato, ho riposizionato nell’incavo- diceva.     Un’opera di chirurgia plastica.

Un campionario di volti affollavano tutto lo spazio; pietre tagliate per lunghezza appese ad un tubolare in sequenza su di un ballatoio che  l’autore percuoteva, facendole vibrare come lamelle di xilofono.

Stefanino, volle creare una Fondazione  con lo scopo di inaugurare a Turi un museo della pietra e insegnare  le tecniche di lavorazione. Ha insegnato scultura presso l’Università della terza età di Turi.

copertina-rossi

Incoraggiato da amici incominciò a mostrare a tutti alcune sue opere presso il chiostro delle clarisse e in piazza marchesale e nella splendida cornice del castello federiciano di Gioia del Colle, dove presentò il suo primo catalogo “la voce della Pietra” edito dalla tipografia Vito Radio.

“la pietra è eterna, ma ha bisogno di noi, del nostro amore perc esprimere bellezza, sfidare il tempo, divenire testimonianza…” (Stefano Rossi)

Il suo amore per il bello ha contagiato le sue figlie e nipoti. Ad esse e alla moglie Isa va il nostro mesto pensiero e il cordoglio.

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Turi cimitero colerosi – ricerche storiche

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cimitero colera

Con l’aiuto della responsabile dell’archivio storico, Maria De Tomaso, proveniente dal CRSEC-Puglia, ho voluto conoscere documenti inerenti la realizzazione del campo Santo a Turi ed approfondire la tempistica e le modalità d’intervento durante il periodo 1835-1854 relativo al fenomeno infettivo del colera, che ha portato alla costruzione del cimitero dei colerosi.

 

Turi conserva ancora il cimitero dei colerosi. Sul cancello di accesso si legge un’epigrafe:

IN QUESTO LOCO

A’ MORTI DI COLERA

 FUNESTA RICORDANZA

PER SUPERIORE COMANDAMENTO

FURON DATI GLI ESTREMI OFFICI DI SEPOLTURA.

O VOI CHE PASSATE

PREGATE DAL SIGNORE A TUTTI LORO

LA VITA DEI BEATI.

L’AN­NO 1837

 il 2 novembre, l’ Arci­confraternita del Purgatorio  cantava decenni fa il «Libera me Domine» e pregava per tutti quegli infelici.

La realizzazione del  campo Santo o cimitero nasceva in seguito

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Maschere e fischi – Carnevale è arrivato

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27 fiera fischiettiCon la festa di S. Antonio abate e il 27° Concorso Nazionale del Fischietto in Terracotta, «Expo 2015 – Nutrire il mondo»,  Rutigliano, dopo Putignano con le Propaggini del 26 Dicembre scorso,  apre i festeggiamenti del Carnevale.

Per questa edizione del concorso, sul tema «Expo 2015 – Nutrire il mondo», sono in gara 35 artisti provenienti da: Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia e Veneto. La mostra sarà aperta al pubblico, con ingresso libero, fino a domenica 25 gennaio.

“Sand’Anduene maskere e suene” – “Sand’Anduene friske e suene”.
fischiettiUna  tradizione figulina che risale al Neolitico grazie ad abili artigiani locali che con l’argilla creano manufatti pregni di simbolismo satirico, ludico, caricaturale, l’usanza vuole che il 17 gennaio a Rutigliano tutti gli uomini regalino alle proprie donne il “Gallo-Fischietto” che è il simbolo della virilità e prosperità, chiaro segno d’amore; una specie di pegno d’amore , unione duratura, e, sempre tradizione vuole, che in questo giorno le donne non debbano cucinare per onorare Sant’Antonio Abate che protegge dal Fuoco (herpes zoster e altre malattie della pelle) e quindi le tavole rutiglianesi sono imbandite di ceci fritti, lupini, tarallini, sedani e frutta secca con un buon bicchiere di vino primitivo rosso.
fischietti2E’ tradizione, anche, che sulla tavola vi siano braciole di cavallo e “mazz e grass” affogati in salsa di pomodoro.
Nel pomeriggio del 17 nella pineta gli animali vengono benedetti, infatti non a caso Sant’Antonio Abate è protettore degli animali domestici. Il Santo è rappresentato nell’iconografia sacra accanto ad un porcello.
La sera del 17 gennaio e ancora il sabato e la domenica successivi nel centro storico di Rutigliano è possibile ammirare ed acquistare i Fischietti in Terracotta che si trovano sulle bancarelle.
(tratto da un articolo di Diana Cocco )

 

leggi anche la Sagra 2012
http://www.turionline.it/2013/01/santantonio-abate-e-i-fischietti/#more-8504

 

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terrorismo politico a Turi ! – una storia del 1921

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TERRORE-ALLA-NITROGLICERINA1 Ricerca storica effettuata dal Cav.Stefano De Carolis di  quanto avvenuto nel Comune di Turi nel 1921 e gli  interventi delle autorità dell’epoca – dal Corriere di Puglia e Lucania  (http://www.corrierepl.it/) Prefazione di  Raffaele Valentini, Direttore Responsabile de “Il PAESE” di Turi E’ davvero singolare trovare nella storia di un piccolo paese del sud, la testimonianza di una cooperativa di consumi, di una cooperativa di lavoratori che insieme cercano non solo di difendersi dai processi economici in atto ma, soprattutto, di socializzare difficoltà comuni di vita quotidiana. Gente che cerca di partecipare da protagonista, con senso di solidarietà, allo sviluppo dell’economia e della ricchezza. Una crescita sempre più evidente, anche se ancora lenta, dati i tempi, già cominciata a partire dalla prima rivoluzione industriale in tutta Europa. La cooperativa di Turi, si muove sin dal 1908, con un comizio pubblico in Piazza del Sedile, strettamente sorvegliato dai Reali Carabinieri

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si è spento un centenario: Domenico di Lauro

notizie

 

di Lauro Domenico

21 luglio 2014

Un personaggio, pur umile, diventa grande per la sua semplicità disarmante. Mancavano tre mesi per conquistare il nastro del centenario. Si è spento senza clamori, accarezzato dalla sua “compagna di vita” Poldina (sposa da 72 anni) e circondato dall’attenzione e dalle premure della figlia Palma e delle sue nipoti.

Agricoltore per professione, vivaista anche, trascorreva la sua vita tra i campi, la casa, la chiesa. Mente sempre lucida, conquistava chi lo avvicinava per onestà di pensiero, attaccamento alla famiglia e rispetto per tutti.

Salmodiava in Chiesa nei momenti liturgici ed amava cantare le canzoni del suo tempo giovanile.

Ho avuto modo di conoscerlo durante l’inverno di cinque anni fa; ne riportai una nota su questo blog.

clip musicale su You Tube

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