Mino Miale ci regala un articolo di Carlo Orlandi (*) pubblicato sulla rivista “ illustrazione popolare ” del 1898:
La festa che si organizza a Turi l’ultimo giorno di carnevale ha origine da un fatto di cui vive tuttora la memoria nel popolo.
Nel 1799 si disse che le orde del cardinale Ruffo, dopo essersi fermate ad Altamura e a Gioia a far macello dei liberali, di cui molti bruciarono nelle pubbliche piazze, sarebbero passate da Turi per accostarsi al mare. Il paese era tutto sossopra, quando, improvvisamente e inaspettatamente, quelle presero un’altra via. Ai turesi parve un miracolo, e dissero di aver veduto le “ anime del Purgatorio “ schierate a difesa della città. Ora da questa leggenda ha avuto origine una festa, che si ripete ogni anno rievocando, così, il ricordo di quel miracolo.
Nella vasta piazza del paesello si rizza sempre, in quel giorno, un seggio reale sormontato da un baldacchino adorno di fregi simmetricamente disposti. Sull’impalcatura, e propriamente in cima, vi è l’effige delle “ anime del Purgatorio ”, quadro antichissimo conservato con cura dalla congrega che ne porta il suo nome.
Sotto l’immagine designata, il presidente del Sedile con le rispettive guardie, vestite tutte in costume del secolo scorso, piglia posto sul seggio, dopo aver fatto il giro del paese con la banda cittadina. Intanto, dalla via chiamata dei Pozzi, giunge una
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L’Associazione “Mule del Carro di Sant’Oronzo” (fondata nel 2002), proseguendo l’ormai consueta tradizione di creare momenti di socializzazione tra soci e simpatizzanti, ha organizzato per la prossima Domenica, 19 Dicembre, alle ore 13, il pranzo sociale 2010 
Lunga fila di macchine, immerse nella nebbia più totale, ed intorno, il silenzio… anzi no…, talora si odono rumori ovattati dalla neve scesa da poco.
Salve! mi chiamo Flavia, ho 32 anni…..e…..sono un clown!!!!
Lui la seguiva…lei lo sapeva e ne era compiaciuta ma faceva finta di nulla.
L’aveva notata già da diverso tempo ormai.
Ciccillo alla vista della mia “pesara” e’ immediatamente tornato come per incanto indietro nel tempo che fu, ricordando quelle emozioni che da bambino viveva durante la trebbiatura, quando lui per gioco, scorazzava “sobbe à l’ère” salendo proprio su una “pesara”, ; si ricordava della grande gioia provata quando si trovava sull’aia del compianto Donatuccio Giuliani (terraterre) che aveva acquistato una “pesère” nuova, molto più grande delle altre e quindi più comoda per starci sopra. Fino agli anni 50, era nota l’aia “du lamione” in via Cisterna di proprietà della marchesa.
Ricevo e pubblico una esternazione del dott. Domenico Resta: