Madonna delle Grazie

madonna-della-grazia-quadro-rL’8 settembre Isabella esce le 40 sedie e le mette nella stradina…

 

Il compleanno della Madonna Bambina

 

di Vincenzo Pascalicchio

 

Nel Borgo Antico di Turi, a ridosso delle antiche mura, c’è una Chiesetta, battezzata anche: Tempietto o Cappellina, dedicata alla Madonna della Grazia.

La Soprintendenza Pugliese ai Beni Culturali Architettonici e Storici la dichiara di interesse storico-artistico. “Architettura sacra minore”. Arte povera, campaniletto a vela con campanella. Prima, nella giurisdizione della Parrocchia di San Giovanni Battista, oggi, in quella della Chiesa Madre.

Nelle scritture catastali, relative all’anno 1749, dove si descrivono l’abitazione dei cittadini e le tasse da pagare, leggo: “… Possiede sottano e soprano al vicinato della Madonna della Grazia; oppure le seguenti altre: “…vicino alla Cappelletta della V. Maria della Grazia; nella strada della Vergine delle Grazie; nella strada della Vergine Maria delle Grazie; nel vicinato della Madonna delle Grazie”. E devo ricordare a me stesso che gli scrivani di questi atti – direi, incostanti, fantasiosi e abituati a trattare i segni con molta leggerezza – nello scrivere o trascrivere, provocavano cambiamenti tali da stravolgere cognomi, nomi e significato delle frasi. Ecco perché le variazioni succitate, oltre a suscitare equivoci, provocano errori permanenti. Ad esempio, il nome assegnato alla strada attuale non è corretto e trova il seguente commento: “…sembra voler significare: una Madonna che col cestino elargisce grazie a tutti!”.

Perché è giusto dire Madonna della Grazia? Queste le mie considerazioni: la tela esposta nella piccola chiesa – piegata lateralmente, poiché più lunga rispetto alla cornice – rappresenta Sant’Anna con la Madonna Bambina.  Sant’Anna e San Gioacchino sono i genitori della Vergine Maria ed i nonni di Gesù. Il nome di Anna, deriva dall’ebraico Hannah e significa “grazia”. La Bimba la chiamarono Maria, nata in modo miracoloso, e significa: “prediletta del Signore” o “amata da Dio”. Gesù disse: “Dai frutti conoscerete la pianta”. Cioè: dalla santità del frutto, ovvero Maria, si deduce la santità dei genitori. “Sant’Anna portò nel grembo la speranza del mondo”.  Ella è raffigurata sempre col mantello, talvolta verde. E’ patrona delle partorienti ed è invocata nei parti difficili e contro la sterilità. Il suo culto è estremamente diffuso nel mondo. E’ stata dipinta da Giotto, da Leonardo da Vinci ed altri. Quasi ogni città ha una chiesa, una clinica, una piazza, una scuola a Lei dedicata. Turi, per il Borgo, scelse Lei. Madonna della Grazia con la Madonna Bambina.

Turi è un paese di fede mariana. Vedi la presenza della Madonna nelle chiese (una dozzina nella sola Chiesa Madre), nelle nicchie delle edicole che vediamo in paese e nelle case.

madonna-grazia-affrescoVoci magiche di gente, che coprono di sogni la piccolissima chiesa del Borgo, dicono: “Era il ricovero di un cavallo, un mattino lo trovarono morto. Ne comprò un altro e dopo un mese morì. Poi, un altro morì e, morì anche il quarto. Un giorno, in lacrime per il dispiacere, guardò la mangiatoia e notò sul muro l’immagine della Madonna; umiliata dall’umidità, appena percettibile. Pensò fosse cosa buona sovrapporre all’affresco un nuovo quadro della Madonna. Se lo fa cadere vuol dire che non vuole nessuno. Attese due giorni, la Madonna sembrò sorridere. Allora decise di dare al luogo il volto di una chiesa; aggiunse all’esterno il  piccolo campanile, la campanella, e da allora fu consacrata a luogo di preghiera”.

Chi la fece costruire? Immagino: un devoto, oppure, uno che ha voluto proteggere una nicchia esistente sull’antico muro, oppure, uno che aveva ricevuto una grazia, chissà! Dietro il quadro della Madonna c’è l’antico affresco che, purtroppo, degradato dall’umidità e dal tempo, dell’immagine originale offre pochissimo. Però, quello che si coglie è suggestivo, bello. Colgo il color Terra di Siena ed un verde straordinario.  La “Cappelletta” è consacrata. Isabella Labate mi confida, orgogliosa: “Sull’altare c’è la pietra santa!”. Il costruttore “Sèppe Jàchepe”, ovvero, Giuseppe Giacomo Rossi di Vincenzo (classe 1845), è nominato come persona che l’ha ristrutturata. Lo dicono i nipoti, ricostruendo le confidenze tramandate oralmente. Anna Rossi (classe 1893), figlia di “Sèppe Jàchepe” e moglie di Pietro Salice (padre del buon Uccio Salice il Cantoniere), curava la piccola chiesa seguendo le orme della madre (Maria Grazia Laporta) e della nonna paterna (Pasqua Colapinto). 

Mille storie e tante preghiere e pianti e confessioni e pensieri e desideri e silenzi nelle mani della Madonna. Quanti bigliettini conservati nel quadro! Scoloriti dal tempo. Cosa c’era scritto? Non so. Tanta la gente che passando chiede. Cosa chiede? Per chi? Non so. “Fànne stèje bbuène!

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La continuità è ben assicurata, infatti, senza l’aiuto del Comune, con l’obolo dei devoti del vicinato (…né, azzètte alla Madònne!), Sabbèlle organizza una bellissima festa rionale. Ecco cosa fa: novena dal 30 agosto al 7 settembre; festa l’8 settembre. Il giorno della festa si dicono tre Messe: alle ore 8, alle 10 ed alle 19. Dice anche: “Don Lorenzo Renna era più partecipe”. La festa è allietata dalla “Bassa Musica”, che tiene il suo concerto proprio nella stradina affollata e con le luminarie (un tempo si organizzava anche “la cuccagna”).

In concomitanza, la Pro-Loco appresta gli stand e movimenta  “La festa del Borgo Antico”, promuovendo prodotti locali (i trònere, u mjìere, i dòlce). Molti i partecipanti. “Madònne aìuteme tùu !”.

Non manca l’aiuto di Franco Cistulli (sìdece), Marisa Leo e Carmela Sabatelli. Isabella organizza anche un bellissimo Presepe. Al Battesimo eravamo: io, Francesco Mazzone (fotografo di scena) ed una piccola folla, c’era don Giovanni Amodio e, dopo la benedizione, ai presenti, Isabella ha offerto i dolci di mandorle fatti in casa e lo spumante. Davvero commovente. Isabella è stata applaudita. Come sempre. Inoltre, si adopera per allestire il Santo Sepolcro, visitato da quasi tutti i Turesi.

Accadde che spalmarono il bitume sulle “chianche bianche” della stradina, tutto diventò scuro. Politici.

Accadde che le rubarono la statua della Madonna Addolorata, bellissima e di carta pesta, e quattro candelieri del valore di 2000 euro. Dopo tanto tempo qualcuno trovò la Madonna, maltrattata e bucata, in un cantiere di rottamazione. Nullafacenti. Il pittore-scultore Peppino Susca ne curò, a titolo gratuito, il restauro.

Accadde che i vetri della porta furono rotti e, volendo imitare i cani quando tracciano il territorio, qualcuno bagnò l’ingresso.

“L’8 settembre, giorno del compleanno della Madonna Bambina, nonché prima delle 12 feste dell’anno liturgico bizantino”, Isabella esce le 40 sedie e le mette nella stradina affinché anche gli anziani possano godersi il concertino. Molto compra a sue spese.

Brava Isabella. Lunga vita a te, ai collaboratori ed a chi contribuisce e partecipa agli eventi che organizzi con tanta passione tu.