Caduti della Grande Guerra – Susca Vito Sante

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monumento Caduti Turesi

” Confido che si proceda con il dovuto impegno nell’opera di conservazione della memoria e di analisi e riflessione storica sul primo grande conflitto mondiale, e che da parte delle competenti istituzioni si segua con attenzione la preparazione dell’anniversario “ Con queste parole dell’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il Governo si è fatto carico di armonizzare le attività promosse dai diversi enti coinvolti, coordinando o avviando iniziative che avranno i medesimi obiettivi per ilCentenario della Prima Guerra mondiale:

  • ricordare la Grande Guerra, l’eroismo e il sacrificio dei soldati e della cittadinanza, e tutte le vicende – politiche, culturali, civili – ad essa legate come episodio di fondamentale importanza nel processo di costruzione dell’identità europea, della nostra storia nazionale, e di coesione tra gli italiani di ogni regione;
  • promuovere il recupero di storie e Luoghi della Memoria, spesso dimenticati o trascurati, valorizzandone quelli già inseriti in circuiti museali o turistici e potenziandone la conoscenza;

Le commemorazioni hanno avuto inizio  nel 2014, a cento anni dallo scoppio della Guerra, in linea con l’avvio delle commemorazioni in tutti i Paesi coinvolti, anche se l’Italia ha preso parte al conflitto contro l’Impero Austro Ungarico nel 1915 e contro la Germania nel 1916, tenuto conto della valenza sovranazionale ed europea dell’evento e delle conseguenze che comunque si sono avvertite nel Paese dal 1914 in poi. A due anni dalla consegna del premio Nobel per la Pace all’Unione Europea, l’avvio ufficiale delle commemorazioni ha coinciso con il semestre di presidenza italiano dell’Ue. Chiamati alla Memoria, dunque, per ricordare il sacrificio dei tanti caduti italiani ma anche per svolgere un ruolo non secondario sullo scenario internazionale, ricordando il contributo fondamentale dato dal nostro paese alla nascita dell’UE a partire dalla Giovane Europa di Mazzini, passando per il Manifesto di Ventotene per arrivare ai trattati di Roma del 1957.

Con  questo spirito mi sono posto a cercare notizie sui nomi dei soldati turesi della

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Passa passe 2015

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cippo dell'Annunziata

Una bella giornata con un sole primaverile si è offerta  ai turesi e nuovi residenti  che hanno partecipato numerosi al rito del Passa a Passa; verso le 11, la Confraternita dell’Addolorata, preceduta “do tammurre de Mole” partendo da S. Domenico, ha raggiunto la cappellina di San Rocco, dove si è conclusa la messa celebrata dall’Arc. don Giovanni Amodio;  con ali di folla  hanno sfilato i portatori del cippo ligneo della Madonna dell’Annunziata, seguito dai fedeli ma soprattutto da padrini e madrine per mano un bimbo con una o più fasce colorate a tracolla, segno della durata del legame e del ripetersi del rito; insieme, cantando per invocare la protezione della Madonna; in processione si sono compiuti i tradizionali tre giri intorno alla chiesetta di S Rocco.  La villa comunale era piena di gente, mentre in piazza Aldo Moro, un gruppetto di persone hanno assistito ad un incontro tra Emiliano e Poli Bortone, candidati a Presidente nella imminente campagna elettorale per la Regione Puglia.

album fotografico

Passa passe 2014

 

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detti e ridetti

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concentrato di saggezza popolare

Tutte u munne iè chiappe
Tutto il mondo è capestro

Ce pèchere te fèsce, u lupe te mange
Chi pecora si fa, il lupo se la mangia.

A cavàdde gastemàte nge lusce u pile
Al cavallo bestemmiato il pelo è lucido.

Pure u podece tène la tosse

Anche il pidocchio tiene la tosse

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Reietti e abbandonati

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neonato abbandonatoBambini abbandonati nei cassonetti o davanti ad un ospedale spesso occupano le cronache dei nostri giorni, che squarciano qualche velo del dramma di donne con problemi di violenze, isolamento e negazione della propria identità.

In un articolo apparso sia sul periodico “il Paese”, che Corriere della Puglia e Lucania on line, il nostro concittadino  Stefano De Carolis  ha riportato una sua ricerca  sugli esposti a Turi e sulla “Rota proiecti”, rifugio di segrete miserie o di colpe.

Istituita in tutto il Regno dell’Italia Meridionale per la tutela pubblica dell’infanzia abbandonata, nel corso del XIX secolo, a causa dell’aumento demografico , fu messa in discussione, sia per il peso economico che si riversava sulle casse pubbliche del nuovo Regno sia per l’altissimo tasso di mortalità interna nei brefotrofi.

Capitava allora,  che qualche neonato venisse 

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Turi cimitero colerosi – ricerche storiche

1 pagina, notizie, personaggi in

cimitero colera

Con l’aiuto della responsabile dell’archivio storico, Maria De Tomaso, proveniente dal CRSEC-Puglia, ho voluto conoscere documenti inerenti la realizzazione del campo Santo a Turi ed approfondire la tempistica e le modalità d’intervento durante il periodo 1835-1854 relativo al fenomeno infettivo del colera, che ha portato alla costruzione del cimitero dei colerosi.

 

Turi conserva ancora il cimitero dei colerosi. Sul cancello di accesso si legge un’epigrafe:

IN QUESTO LOCO

A’ MORTI DI COLERA

 FUNESTA RICORDANZA

PER SUPERIORE COMANDAMENTO

FURON DATI GLI ESTREMI OFFICI DI SEPOLTURA.

O VOI CHE PASSATE

PREGATE DAL SIGNORE A TUTTI LORO

LA VITA DEI BEATI.

L’AN­NO 1837

 il 2 novembre, l’ Arci­confraternita del Purgatorio  cantava decenni fa il «Libera me Domine» e pregava per tutti quegli infelici.

La realizzazione del  campo Santo o cimitero nasceva in seguito

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