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a proposito del parietone

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 Pubblico  di Stefano De Carolis, specializzato nella tutela dei beni archeologici e culturali,  la lettera indirizzata al Sindaco di Turi, dott. V. Gigantelli:

 

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OGGETTO:- Specificità di interesse cui all’art.10 del Decreto Legislativo N.42 gennaio 2004.

“Muraglione” o “ Parietone” nei pressi dell’ ex molino Zaccheo sito nel Comune di Turi.

 

 

Premesso che, come è scritto alla pag. 7 (punto 4.1) del P.U.G. adottato dal Consiglio Comunale il 7 ottobre 2008, “la quasi totalità del Comune insiste su aree di interesse archeologico” e alla successiva pag. 8 (punto 4.2), …….. si afferma che l’area archeologica è divisa in tre zone: 1/ Zona 1 – compresa tra le Vie Palermo e Cavour, Via P. de Donato, Via T. Aceto, e le strade per Gioia del Colle ad Ovest, fra l’Estramurale Est, il percorso della Ferrovia e il tratto della nuova tangenziale definita “di rilevante interesse archeologico” dalla Sovrintendenza; Zona 2 – estesa alla rimanente parte del territorio comunale per lo più coincidente col perimetro del vecchio P.d.F. definita dalla Sovrintendenza “di interesse archeologico”, anche se in essa non sono stati effettuati finora, rinvenimenti cospicui; Zona 3 – in continuità con la prima zona è definita e limitata dalla strada vicina le Pozzi di Don Ciccio, e dalla via vecchia per Castellana. A questa zona è aggregata anche l’area 11 S. Donato 11 segnalata dal P. U. T. T.” .

 

Visto che

·         l’area archeologia del Comune di Turi ha riservato nel passato sin dal 1800 e tutto il ‘900, importanti scoperte archeologiche, non solo di sepolcreti con ricchi corredi funerari ma anche resti di strutture architettoniche, muri e resti di abitazioni (via Castellana), riferibili ad un vasto antico abitato “peuceta” che insisteva sotto l’attuale zona urbana di Turi e che aveva nella zona di via Laquacquera la parte centrale (l’acropoli);

·        che nonostante la ricca documentazione attestante l’importanza archeologica del nostro territorio negli ultimi decenni la questione è stata completamente ignorata dalle Autorità locali, con conseguenze irreparabili sulla salvaguardia e la tutela dei resti dell’ antico centro peuceta.

 

 

a tal proposito si segnale, proprio a ridosso della zona 1 della” carta archeologica”( quella cioè di rilevante interesse archeologico“) la presenza, nei pressi del rudere dell’ ex mulino di Zaccheo, di un grande muro a secco “muraglione” o “parietone” attualmente ricoperto di vegetazione spontanea, con una larghezza di circa 6-7 metri, di grandi dimensioni del manufatto tali da escludere qualsiasi altra ipotesi se non quella di una opera di fortificazione. Il muro, purtroppo risulta in parte distrutto dalla costruzione delle nuove abitazioni, e potrebbe essersi innestato sui resti, sepolti, dell’ antico muro di difesa che cingeva 1’acropoli della Turi “Peuceta”. Tale ipotesi lo dimostrerebbero gli studi delle antiche mura di cinta di altri centri della antica Peucezia, esempi di Egnazia, Azezio, Monte Sannace, inoltre rafforzato dagli studi condotti in passato dalle vecchie foto aeree e dai i rinvenimenti nell’area dentro e fuori il ” muraglione” di importanti tombe risalenti ad epoca Peuceta e alla presenza in superficie di numerosi” cocci” .

 

Sindaco, ho voluto farLe questa doverosa segnalazione affinché vengano attivate fattivamente tutte le norme e leggi vigenti in materia di tutela e salvaguardia “dei Beni Culturali”, compreso la redazione del (P.U.G.). Inoltre, a mio modesto avviso, andrebbe sensibilizzata la vigilanza durante le attività “di scavo edile” “o movimento terra” nelle zone di interesse archeologico, già indicate nel PUTT, da parte degli organi di polizia locale. Per quanto riguarda il muraglione in oggetto, se lei lo riterrà opportuno, potrà informare la Soprintendenza Archeologica per la Puglia con sede in Taranto e la Soprintendenza Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia con sede in Bari per 1’eventuale sopralluogo da parte dei Funzionari preposti, affinché venga recuperato e salvaguardato quel poco che rimane dell’ antico centro Peuceta della nostra antica Turi.

 

In fine colgo l’occasione di ricordarLe che ad oggi non esiste nessuna pubblicazione di studio e catalogazione delle scoperte archeologiche di Turi, eseguita ad opera della Soprintendenza Archeologica per la Puglia.

Tale pubblicazione diventerebbe uno strumento di notevole importanza sia per gli studiosi-archeologi che per quelle persone  ignare della materia.

 

03 Dicembre 2008  

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