Browsing the archives for the turi bari tag.


Consegnate le pigotte

1 pagina

Nel pomeriggio di ieri, 21 dicembre, presso la Sala conferenze della Biblioteca Comunale, è stato portato a termine il Progetto Unicef: “Per ogni bambino nato un bambino salvato”.

Dopo l’apertura dell’assessore Antonio Tateo, un coro formato da bambini della Scuola Media di Turi, diretti dal prof. Ino Resta, ha accompagnato la presentazione del progetto Unicef.

La delegata comunale Unicef, dott.ssa Tina Resta, ha espresso tutto il suo apprezzamento nei confronti dell’Amministrazione comunale che ha aderito a questo importante progetto umanitario. Il comune, infatti, ha donato un contributo all’Unicef, per ogni bambino nato a Turi nel 2009.

“Quest’anno, fino ad oggi – ha affermato il sindaco, dott. Vincenzo Gigantelli – sono nati 93 bambini. Con loro abbiamo salvato altrettanti bambini in Guinea Bissau”. È stato garantito loro l’acquisto di un kit salvavita e come riconoscimento di questo impegno, l’Unicef ha espresso un “Grazie” che l’Amministrazione, nella persona del sindaco, ha espresso a tutti i genitori presenti alla serata.

Simbolo di questo ringraziamento è stata la consegna delle Pigotte,

Continue Reading »

Commenti disabilitati su Consegnate le pigotte

Premio Nazionale “Oronzo Pugliese” 2009 a C. Ancelotti

eventi
manifesto-avvisi1

clicca sopra per le foto

 Una giornata all’insegna dell’improvvisata: un tempo, che fa imprecare i turesi amareggiati per la pioggia che si rovescia per più di due ore il pomeriggio, e la festa per Ancellotti, ex allenatore milanista ormai prossimo a calcare gli stadi londinesi, che si presenta “come un fulmine” e lascia i tifosi e i curiosi ammutoliti, giù davanti al Municipio; lui in poco tempo consuma la cerimonia di consegna del Premio Nazionale “Oronzo Pugliese” nella saletta del Sindaco; la motivazione del premio:

Per le sue origini umili e contadine, Carlo Ancelotti rimanda idealmente alla figura del mitico Oronzo Pugliese. Pur operando in un ambiente difficile, quale quello del calcio, sa rimanere fedele alle proprie radici facendosi apprezzare per la lealtà sportiva e il rifiuto di ogni esibizionismo. La stima per il suo carattere semplice e per la competenza calcistica, testimoniata dai risultati di prestigio ottenuti come giocatore e come allenatore, giustifica la lunga permanenza sulla panchina rossonera, impresa straordinaria nel campionato italiano”; poco tempo è rimasto, ma ha confessato che è fiero del premio assegnatogli, perchè figlio anch’egli di contadini; conosce i grandi valori del tempo di Oronzo Pugliese . Ha apprezzato anche la bontà e la forma delle nostre ciliege “Ferrovia” .

I parenti di Oronzo, il figlio Matteo, il genero e i nipoti presenti alla cerimonia, si sono fermati compiaciuti a confabulare con molti concittadini ricordando un passato non dimenticato.  Matteo Pugliese, figlio secondogenito di don Oronzo ( dopo la sorella Francesca), 59 anni, vive a Padova, dove cura la catena dei negozi Vittadello; ha scritto da giovane sul Corriere dello Sport, poi, laureatosi, conobbe la moglie  e si trasferì in Veneto dove la sposò. E’ padre di  tre figlie tutte fiere del nonno, di cui  sanno quasi tutto .

La pioggia è cessata, Telenorba manda in onda l’ultima intervista, mentre il Sindaco, la giunta e don Giovanni Amodio, inaugurano la sede, ex combattenti, della Nuova Pro Loco. Il Presidente Mezzapesa, offre dolci e  ciliege di grosso calibro agli intevenuti.

Gli Auguri sono d’obbligo. 

No Comments

Patrizio Massaro – pittore turese

personaggi in
massaro patrizio

massaro patrizio

Il ritiro amaro dell’anima

Ebbi l’occasione di conoscere Patrizio Massaro e la sua Arte all’intorno del 1975; ne rimasi impressionato, abbacinato, entusiasta. Mi passarono dinanzi, durante tutto un pomeriggio, i suoi quadri, di quando frequentava l’Accademia di Firenze e di Brera e poi degli anni successivi al suo ritorno a Firenze, le sue esperienze ed esperimenti pittorici, i tentennamenti giovanili nel trovare una propria voce; i ritratti, le figure, i paesaggi dapprima dai toni ombrosi e dai colori severi successivamente composti di ariosa luce e di punti, le macchie che rompono come urlo o scoppio di bomba le ordinate, squillanti variegature di colore puro o di candidi bianchi, vidi il progressivo abbandono dei contenuti figurativi,

E, giorni dopo, gli ultimi (di allora) suoi quadri e disegni, pregni di rigore razionale anche se inquietanti: i colori avevano conquistato nuovi spazi, ordinati geometricamente ma tali da suggerire sempre fantastici giochi prospettici ed inaspettate profondità, con rapporti a prima vista ingenui però, a ben guardare, capaci di rompere l’insieme in tanti quadri incastrati fra loro… La pittura diventa Metafisica, diventa epistemologia morale, diventa specchio di come è la vita.

Anche un altro modo di esprimersi aveva trovato Patrizio, più complesso anche se più semplice; aveva fatto occupare ai colori spazi che si intersecano in onde, come onde incessanti del mare, in un’immagine di figura-sfondo reciprocamente intercambiabile, il quadro a fissare un frammento, un minuscolo frammento di quell’immenso mare, coloratissimo… E, seppure negli scorsi anni ha trascurato il «quadro», non ha cessato di produrre e di creare.

Le sue ultime fatiche sono «interventi» (su riproduzioni d’arte, su fogli di catalogo, su banali messaggi pubblicitari, copertine di libri, involucri di cartone) intesi a rafforzare o di spiccare piani prospettici, ad evidenziare luci e drammi, a promuovere talora fantasiosi sarcasmi con scritti di parole anch’esse trasformate e rivestite di nuovi significati, con allitterazioni argute e, a tratti, dolorose…

Questo l’ultimo Massaro, più scarno, più «suo» in una tensione morale ed estetica frutto di affannosi tormenti nel ritiro amaro della sua anima, e, magari, più difficile a comprendere. Per goderlo si deve mettere da parte luoghi comuni, abitudini visive, paradigmi estetici per adattarsi alla sua sensibilità, alle sue doti. Che sono grandi, immense.

Giuseppe Giannoni (1986)

 

Il 31 gennaio 1994 moriva all’età di 49 anni, Patrizio Massaro. Artista e docente dall’animo tormentato e sensibile, era nato a Turi nel 1945; studiò presso l’Istituto d’Arte di Bari, poi l’Accademia di Belle Arti di Firenze con Primo Conti e l’Accademia milanese di Brera con Domenico Cantatore; insegnò presso l’Istituto d’Arte di Porta Romana a Firenze.

Il 14 gennaio del 1995, il Circolo Unione, l’Amministrazione comunale e la Pro Loco gli conferirono, alla memoria, il ‘Premio Turi’. Un’occasione, quest’ultima, celebrata con l’impegno solenne di dare all’estro creativo del concittadino Massaro, con altre iniziative, il giusto riconoscimento, qui nella sua Turi. Poi invece l’oblio.

Artista introverso, difficile, sempre in lotta con un mondo dove non riusciva proprio ad essere a suo agio. Amici, quelli veri, pochi, anzi pochissimi. A Turi, dove trovò rifugio dal 1984 dopo il lungo soggiorno fiorentino, Patrizio Massaro ebbe come approdi sicuri la madre Giulia, amatissima, la famiglia e gli amici Rino Valerio, Giovanni Maiuro ( tratto dal “Paese”  di G. Lerede).

Nella Chiesa di S Giovanni Battista ad Empoli, si può ammirare di lui il Cristo ed altre figure religiose.

Le sue opere sono sparse in casa di amici e conoscenti; sarebbe cosa giusta raccoglierle in un catalogo fotografico per conservare di Patrizio un doveroso ricordo. Quanti possono segnalarne l’ubicazione contribuiranno a questa iniziativa.

Patrizio vive a Firenze

Quando l’estate ritorna

mi saluta con due occhi grandi e buoni,

mi fa vedere i suoi lavori:

leggo così i suoi sogni.

Lo tormenta un pensiero lo divora.

La mamma ci sorprende coi biscotti

e il bicchierino di sambuca.

Noi continuiamo a leggerci nel fumo,

delle sigarette, a parlarci.

Mario, piccolo cucciolo, guaisce,

ci tira all’aria aperta.

           di Rino Valerio

Commenti disabilitati su Patrizio Massaro – pittore turese

asparagi cercasi

1 pagina

asparagus

    La pioggia primaverile favorisce la crescita dell’asparago selvatico (Asparagus acutifolius), una pianta della famiglia delle Liliacee, reperibile lungo i tratturi, in prossimità delle parieti a secco, delle specchie;  il fusto dal colore dal verdognolo al violaceo  ancora tenero è la delizia dei buongustai;  nome comune  “Asparago pungente” perché  diventa una pianta spinosa;  genera dei piccoli fiori bianchi profumatissimi a grappoli da cui si generano bacche rosse di piccole dimensioni.  Ha proprietà diuretiche e disintossicanti.

                E’ piacevole tornare a casa, dopo una salutare passeggiata, con un robusto “mazzetto” di asparagi per farne omaggio alla tua donna che, dopo aver selezionato le parti tenere e averle lavate e sbollentate, li utilizza in pregiate ricette:

·         con carciofi per un brodetto disintossicante;

·         con uova e pane raffermo ammollato in acqua e ben strizzato, formaggio grattugiato, aglio  e menta  per una  frittata ;

·         con gamberetti e frutti di mare per un primo di alta cucina.

 

Commenti disabilitati su asparagi cercasi

a proposito del parietone

1 pagina, Posta

 Pubblico  di Stefano De Carolis, specializzato nella tutela dei beni archeologici e culturali,  la lettera indirizzata al Sindaco di Turi, dott. V. Gigantelli:

 

vaso-di-priamo 

 

OGGETTO:- Specificità di interesse cui all’art.10 del Decreto Legislativo N.42 gennaio 2004.

“Muraglione” o “ Parietone” nei pressi dell’ ex molino Zaccheo sito nel Comune di Turi.

 

 

Premesso che, come è scritto alla pag. 7 (punto 4.1) del P.U.G. adottato dal Consiglio Comunale il 7 ottobre 2008, “la quasi totalità del Comune insiste su aree di interesse archeologico” e alla successiva pag. 8 (punto 4.2), …….. si afferma che l’area archeologica è divisa in tre zone: 1/ Zona 1 – compresa tra le Vie Palermo e Cavour, Via P. de Donato, Via T. Aceto, e le strade per Gioia del Colle ad Ovest, fra l’Estramurale Est, il percorso della Ferrovia e il tratto della nuova tangenziale definita “di rilevante interesse archeologico” dalla Sovrintendenza; Zona 2 – estesa alla rimanente parte del territorio comunale per lo più coincidente col perimetro del vecchio P.d.F. definita dalla Sovrintendenza “di interesse archeologico”, anche se in essa non sono stati effettuati finora, rinvenimenti cospicui; Zona 3 – in continuità con la prima zona è definita e limitata dalla strada vicina le Pozzi di Don Ciccio, e dalla via vecchia per Castellana. A questa zona è aggregata anche l’area 11 S. Donato 11 segnalata dal P. U. T. T.” .

 

Visto che

·         l’area archeologia del Comune di Turi ha riservato nel passato sin dal 1800 e tutto il ‘900, importanti scoperte archeologiche, non solo di sepolcreti con ricchi corredi funerari ma anche resti di strutture architettoniche, muri e resti di abitazioni (via Castellana), riferibili ad un vasto antico abitato “peuceta” che insisteva sotto l’attuale zona urbana di Turi e che aveva nella zona di via Laquacquera la parte centrale (l’acropoli);

·        che nonostante la ricca documentazione attestante l’importanza archeologica del nostro territorio negli ultimi decenni la questione è stata completamente ignorata dalle Autorità locali, con conseguenze irreparabili sulla salvaguardia e la tutela dei resti dell’ antico centro peuceta.

 

 

a tal proposito si segnale, proprio a ridosso della zona 1 della” carta archeologica”( quella cioè di rilevante interesse archeologico“) la presenza, nei pressi del rudere dell’ ex mulino di Zaccheo, di un grande muro a secco “muraglione” o “parietone” attualmente ricoperto di vegetazione spontanea, con una larghezza di circa 6-7 metri, di grandi dimensioni del manufatto tali da escludere qualsiasi altra ipotesi se non quella di una opera di fortificazione. Il muro, purtroppo risulta in parte distrutto dalla costruzione delle nuove abitazioni, e potrebbe essersi innestato sui resti, sepolti, dell’ antico muro di difesa che cingeva 1’acropoli della Turi “Peuceta”. Tale ipotesi lo dimostrerebbero gli studi delle antiche mura di cinta di altri centri della antica Peucezia, esempi di Egnazia, Azezio, Monte Sannace, inoltre rafforzato dagli studi condotti in passato dalle vecchie foto aeree e dai i rinvenimenti nell’area dentro e fuori il ” muraglione” di importanti tombe risalenti ad epoca Peuceta e alla presenza in superficie di numerosi” cocci” .

 

Sindaco, ho voluto farLe questa doverosa segnalazione affinché vengano attivate fattivamente tutte le norme e leggi vigenti in materia di tutela e salvaguardia “dei Beni Culturali”, compreso la redazione del (P.U.G.). Inoltre, a mio modesto avviso, andrebbe sensibilizzata la vigilanza durante le attività “di scavo edile” “o movimento terra” nelle zone di interesse archeologico, già indicate nel PUTT, da parte degli organi di polizia locale. Per quanto riguarda il muraglione in oggetto, se lei lo riterrà opportuno, potrà informare la Soprintendenza Archeologica per la Puglia con sede in Taranto e la Soprintendenza Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia con sede in Bari per 1’eventuale sopralluogo da parte dei Funzionari preposti, affinché venga recuperato e salvaguardato quel poco che rimane dell’ antico centro Peuceta della nostra antica Turi.

 

In fine colgo l’occasione di ricordarLe che ad oggi non esiste nessuna pubblicazione di studio e catalogazione delle scoperte archeologiche di Turi, eseguita ad opera della Soprintendenza Archeologica per la Puglia.

Tale pubblicazione diventerebbe uno strumento di notevole importanza sia per gli studiosi-archeologi che per quelle persone  ignare della materia.

 

03 Dicembre 2008  

Commenti disabilitati su a proposito del parietone