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giorno della memoria: testimonianza della Shoah

notizie

Il giorno 30 gennaio, alle ore 10.00,  l’Istituto tecnico commerciale ” S Pertini” ,  riceverà la  visita del sig. Alberto Mieli nella sua aula magna in via delle Ginestre a Turi, per celebrare insieme la giornata della memoria.

La Giornata delle memoria, istituita dalla Presidenza della Repubblica, è per la scuola un momento alto di riflessione sulla shoah, sulla guerra, sulla necessità vitale per la società italiana di non dimenticare gli orrori che hanno caratterizzato interi periodi storici. Ricordare è l’unica possibilità che abbiamo di allontanare da noi quegli orrori, l’unico modo per non ripeterli.

Alberto Mieli giunse in Polonia ad Auschwitz-Birkenau (in polacco Oswiecim‎ ) il 10 aprile 1944.  Degli oltre 900 ebrei italiani deportati con A. Mieli, 800 vennero uccisi nelle camere a gas e soli 51 tornarono a casa .

“Mi chiamo Alberto Mieli e sono nato a Roma il 22 dicembre 1925. All’età di 12 anni, per motivi razziali, fui cacciato da scuola e a 17 fui catturato dalla Gestapo perché possedevo due francobolli della Resistenza. Fui deportato ad Auschwitz, dove ho subito le peggiori sofferenze. Fui liberato il 5 maggio 1945 dalle truppe Auschwitz-Birkenauamericane e fui rimpatriato alla fine di luglio del 1945. L’Olocausto fu uno dei peggiori genocidi che memoria d’uomo ricordi, ma soprattutto un’offesa all’umanità: in quell’orrore furono uccisi 11 milioni tra ebrei, cattolici, protestanti, evangelici, gitani e omosessuali”.

L’invito è rivolto a tutti

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a spasso per TURI

dal Web

FANTASTICO……A chi ama viaggiare stando seduti comodi a casa, il motore di ricerca Google ha permesso di “vedere” le vie (street view) anche della nostra piccola cittadina oltre che il territorio circostante.

Street View è stato lanciato nel maggio del 2007 per consentire agli utenti internauti di esplorare il mondo tramite le immagini. All’epoca, la copertura era limitata a cinque città degli Stati Uniti.

Questa funzione consente di visualizzare in Google Maps fotografie panoramiche a livello stradale a 360° in senso orizzontale e 290° in senso verticale. Queste immagini vengono raccolte utilizzando macchine fotografiche e apparecchi speciali in grado di acquisire le immagini e di associarle a una località specifica tramite l’impiego di dispositivi GPS. Dopo l’acquisizione, le immagini vengono unite per creare una visualizzazione panoramica a 360°. Volti e targhe vengono offuscati prima di caricare le immagini sui server per renderle visibili su Google Maps (anche se in piazza S Orlandi, tre persone all’angolo del Municipio sono riconoscibili).

A partire dal lancio nel 2007, Street View è stato ampliato per includere più città, strade, parchi nazionali e persino alcune piste ciclabili. Attualmente, Street View è disponibile in una dozzina di Paesi in tutto il mondo, sparsi tra Nord America, Europa e nell’area geografica Asia-Pacifico.

Fai clic sull’omino(Pegman) che trovi sulla barra di zoom nella parte sinistra della finestra di Google Maps  e trascinalo su una via per passare alle immagini di Street View.  Se è di colore giallo, nella visualizzazione corrente della mappa sono disponibili immagini di Street View.

Clicca quì per provare

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Scenografia di una Migrazione

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  Aperta per un mese,  si è chiusa la XXIII Rassegna Internazionale del Presepe nell’Arte e nella Tradizione al Palazzo Granafei – Nervegna a Brindisi.

 Con questa edizione la direzione artistica è passata all’UNESCO,   il  Comune di Brindisi, grazie all’interessamento della sua presidente, prof.ssa Clori Ostillio Palazzo, che ha anche fondato il Club UNESCO,   si è affermato, da quest’anno, capitale culturale Europea e Porto di Pace come  Benedetto XVI la denominò nel 2008 . Risultato di una grandiosa  sinergia tra politica e cultura.

             Ricordo che nella XXI edizione Pina Catino  coordinò enti, istituzioni culturali e amministrazioni come quella di Bari, Turi e Sammichele ;  proprio la “nostra” fotoreporter, ha presentato in tale contesto brindisino l’ultimo libro “Misteri dell’Antichità”, guadagnandosi un encomio  insieme con  l’Ass. “il Poliedro eventi artistici”.

Nel  cuore pulsante del Centro storico brindisino, tracce dell’insediamento romano sono comparse col recente restauro  del palazzo Nervegna e del Teatro Verdi, l’unico teatro in Europa “sospeso”, costruito cioè su insediamenti romani visitabili.

La mostra dei Presepi ha permesso di valorizzare  anche le tracce dell’antico splendore della città romana.

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Consegnate le pigotte

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Nel pomeriggio di ieri, 21 dicembre, presso la Sala conferenze della Biblioteca Comunale, è stato portato a termine il Progetto Unicef: “Per ogni bambino nato un bambino salvato”.

Dopo l’apertura dell’assessore Antonio Tateo, un coro formato da bambini della Scuola Media di Turi, diretti dal prof. Ino Resta, ha accompagnato la presentazione del progetto Unicef.

La delegata comunale Unicef, dott.ssa Tina Resta, ha espresso tutto il suo apprezzamento nei confronti dell’Amministrazione comunale che ha aderito a questo importante progetto umanitario. Il comune, infatti, ha donato un contributo all’Unicef, per ogni bambino nato a Turi nel 2009.

“Quest’anno, fino ad oggi – ha affermato il sindaco, dott. Vincenzo Gigantelli – sono nati 93 bambini. Con loro abbiamo salvato altrettanti bambini in Guinea Bissau”. È stato garantito loro l’acquisto di un kit salvavita e come riconoscimento di questo impegno, l’Unicef ha espresso un “Grazie” che l’Amministrazione, nella persona del sindaco, ha espresso a tutti i genitori presenti alla serata.

Simbolo di questo ringraziamento è stata la consegna delle Pigotte,

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La prigione sotto la neve: testimonianza

personaggi in

In un incontro occasionale e parlando del libro “ la prigione sotto la neve” di R. Valentini , Simeone Maggiolini, classe 1931, mi confida una sua testimonianza diretta avuta con l’uomo protagonista del racconto:

siamo intorno agli anni ’70; un giorno, un recluso uscito dal carcere libero dalla pena,  era andato a sedersi su di una panchina, vicino al Monumento dei Caduti ; io mi avvicinai a lui insieme a Vito Valentini (Vite menunne) padre di Raffaele, che si allontanò presto lasciandoci soli; ero molto curioso e incominciai a fargli domande, ad alcune delle quali rispose dicendo di essere di Savona, di aver conosciuto Sandro Pertini e non voler parlare dei familiari dei quali aveva cancellato memoria ed interesse; Il suo sguardo, intanto, volgeva a destra o a sinistra di me che ero a lui di fronte, ed lo accompagnava con segni di meraviglia e stupore: osservava una macchina e le biciclette che passavano; “non vedo traini”- disse.

Era di bassa statura, leggermente ricurvo; indossava una giacca scozzese sopra pantaloni grigio scuro e una maglia girogola; aveva con sé un fazzoletto annodato con le sue poche cose e non aveva idea dove andare e avrebbe dormito volentieri sotto le stelle ( per godere la libertà riconquistata). Lo convinsi a venire con me e lo condussi a Porta Nuova a piazza Cap Colapietro e si sedette sui gradini della casa di mio suocero (Leonardo Catucci) e stette a guardare le bancarelle che offrivano due commercianti di Conversano (Ciccillo Ramunni e Minguccio Lestingi). Avvisai mia suocera di aggiungere un posto in più a tavola e lo inviati a pranzare con noi; era molto schivo non voleva accettare ma, dopo insistenze si sedette a tavola; ero sempre impaziente di sapere qualcosa di lui; nel frattempo pensavo di farlo dormire la sera “iende o iuse di ze Minguccie”, ma lui reclinò l’offerta; mi rivolsi allora dal sindaco, Vito Donato Valentini, affinché mi aiutasse a trovare un alloggio per quell’uomo, un “ mio amico”; era molto istruito e mi affascinava il suo sorriso, i suoi modi e il suono della sua voce. Lui ammetteva il suo” sbaglio” ed aveva accettato di buon grado la condanna all’ergastolo ed ora era felice di vivere, dispostissimo anche dormire all’aperto senza un tetto sulla testa. A pranzo assaggiò le fave bianche con le cicorielle, ma non bevve vino.  Il Sindaco, erano circa le due di pomeriggio, mi invitò a rivolgermi dalle suore che gestivano l’ospizio di S Giovanni, dov’era il vecchio ospedale e la Superiora trovò un posto letto; d’allora fu ospite della struttura. Spesso, lo incontravo seduto sui gradini di mio suocero e io continuavo a fargli domande; mi affascinava sempre la sua persona; mi confidava delle sue sofferte esperienze e mi parlava del “capriccio” ma non mi rivelava mai il delitto per cui era stato condannato e non parlava mai della vita trascorso in carcere per trent’anni; per lui la famiglia non esisteva; “ sono amico di Pertini” – mi ripeteva –“ mi ha scritto una lettera quando ero recluso, eccola” .

Soffriva di bronchite; quando morì, nel 1975, fu sepolto nella Terra Santa del nostro cimitero.

Il libro è nella lista dei romanzi selezionati per la XII Edizione del Premio Città di Cuneo 2010. Il Premio Città di Cuneo per il Primo Romanzo ha come finalità quella di far conoscere ai lettori gli scrittori che esordiscono nella narrativa in lingua italiana, quale che sia la provenienza dello scrittore.

Consiglio vivamente a tutti di leggere “La prigione sotto la neve”. Magari

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